Demolito a Stintino il portico che riparava un disabile dal sole

Demolito a Stintino il portico che riparava un disabile dal sole

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Demolito a Stintino il portico che riparava un disabile dal sole
Demolito a Stintino il portico che riparava un disabile dal sole

Il ricorso alla Corte di Cassazione non è servito a niente e il patio di una persona disabile è stato demolito. Questo è successo il 14 settembre 2015 a Stintino, ad un appartamento del residence “Rocca Ruja”.

Questa storia ha colpito un po’ tutti, anche le persone non coinvolte nella vicenda. Ci sono volute solo poche ore di lavoro e la forza di tre operai, e il patio di Ermanno è andato giù come se non ci fosse mai stato.

Ermanno ha 43 anni, è il proprietario della villa di Stintino e uno dei protagonisti di questa vicenda che lascia a bocca aperta. Da giovane, perde suo padre e diventa tutore di suo fratello più piccolo. Quest’ultimo, nel 1996, rimane coinvolto in un brutto incidente.

Aveva solamente 19 anni e si ritrovò in un permanente coma vegetativo. Ermanno, per ridare vita alla sua famiglia, composta ormai da un fratello disabile e da una madre molto provata, si sommerse di debiti e, nel 2003, acquistò la villa. Questa casa a Stintino rappresentava l’inizio della realizzazione di un sogno: quello di vivere in Sardegna con i suoi cari e di dare modo al fratello di respirare aria pura e di riaprire gli occhi per miracolo.

La villetta al residence è costata molti sacrifici ad Ermanno, ma non si è mai pentito di averla comprata, in quanto si è rivelata la soluzione più giusta per permettere alla sua famiglia di ritrovare un po’ di serenità. La casa era al piano terra: 40 mq di spazio e una ristrutturazione completa da eseguire. Per questo motivo, Ermanno dovette indebitarsi maggiormente e fare di tutto perché la casa diventasse comoda e agibile anche per suo fratello: dal bagno alla camera da letto, tutto è stato disegnato e costruito in base alle esigenze del ragazzo. Ma una delle cose più belle che Ermanno aveva fatto costruire per suo fratello era stato il patio. Il pergolato era già presente, ma Ermanno ha cercato di rendere lo spazio esterno ancor più perfetto e accogliente, in modo che il giovane disabile potesse stare all’aria aperta tutti i giorni.

Per realizzare il patio, Ermanno aveva chiesto i permessi al Comune e si era accordato con il proprietario dell’appartamento, un giudice di pace in pensione che passava le vacanze nella casa al piano di sopra. Perciò, tutto andò bene fino al 2005, l’anno in cui l’aziano proprietario negò di aver approvato la costruzione del patio. In aggiunta, contestò la struttura dicendo che essa non permetteva all’aria e alla luce di entrare nel suo appartamento. Così, Ermanno fece effettuare delle modifiche all’intero progetto esterno, ma questo non bastò. L’anno dopo, il 43enne ricevette una “richiesta di demolizione” da parte dei legali dell’ex giudice.

Ermanno era certo che l’uomo anziano non aveva davvero da ridire per il patio: in realtà non vedeva di buon occhio suo fratello disabile. Infatti, nel corso degli anni il 43enne ha denunciato più volte l’ex giudice per “abusi edilizi”, ma tutto andava costantemente in prescrizione. I vicini non si parlarono per un po’ e, conseguentemente, l’anziano del piano di sopra smise anche di andare in vacanza nel residence di Stintino.

Il processo non si fermò e la prima volta fu una vittoria per Ermanno: tutte le ville avevano tettoie e verande, perché la sua non avrebbe potuto avere un patio? Ma purtroppo l’anziano giudice non si arrese, fece un ricorso e quella volta Ermanno non vinse: coloro che abitano al primo piano hanno diritto di poter vedere appiombo dalle finestre e quindi il patio doveva essere demolito.

Il ricorso di Ermanno alla Corte di Cassazione non ebbe alcun risvolto positivo. Tuttavia, l’uomo spiegò a chi di dovere che il pergolato era per suo fratello disabile che passava gran parte delle sue giornate all’esterno. La risposta che gli venne data fu incredibile: “per quello basta un ombrellone”. Ermanno non potette fare altro che acconsentire. Il giorno dell’abbattimento doveva essere il 3 agosto 2015, ma gli operai non si presentarono. Ermanno e la sua famiglia tirarono un sospiro di sollievo che, però ,non era destinato a durare a lungo. Infatti, l’impresa che si doveva occupare della demolizione si è presentata lo scorso 14 settembre. “Uno svitatore elettrico che quel sogno ha raso al suolo…”, queste sono le parole conclusive di Ermanno che probabilmente venderà la sua villetta in Sardegna, comprata e ristrutturata facendo tanti sacrifici.

Cosa dire di più? Non tutto finisce bene e non tutte le cose vanno come vorremmo, e questa storia si unisce alla lunga lista di ingiustizie giudiziarie che molte famiglie sono costrette ad accettare.