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la pelosa

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Cinque delle dieci spiagge più belle d’Italia sono in Sardegna. L’isola domina la classifica nazionale 2017 del portale di viaggi TripAdvisor, in base alla qualità e quantità delle recensioni e del punteggio attribuiti dai viaggiatori negli ultimi dodici mesi. La più amata è in Sicilia, la spiaggia dei Conigli di Lampedusa, seguono al secondo e al terzo posto nelle preferenze Cala Mariolu e Cala Golortzè a Baunei, al quinto La Pelosa di Stintino, sesta Porto Giunco a Villasimius, e Is Aruttas a Cabras chiude la top ten.

“La Sardegna è un’autentica isola-parco dove risplendono, lungo tutti i quasi duemila chilometri costieri, ‘gioielli’ ammirati in tutto il mondo – commenta l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Francesco Morandi – un patrimonio della natura mantenuto integro grazie all’opera di tutela ambientale delle amministrazioni locali. Meglio di così a livello nazionale è quasi impossibile fare: otteniamo simili risultati da ben tre edizioni dei ‘Tripadvisor travelers choice beaches awards’. L’anno prossimo puntiamo a occupare le prime posizioni anche a livello europeo – prosegue l’assessore – e a inserire qualche spiaggia nella top ten mondiale”.

Alle recensioni dei turisti dell’anno prima si ispirano spesso le scelte di molti viaggiatori. “Per questo – aggiunge Morandi – stiamo rafforzando la comunicazione social, così da essere sempre meglio posizionati sui mercati in un mondo sempre connesso. L’eccellenza ambientale e naturalistica delle coste sarde – conclude l’esponente della Giunta – valorizzata con il prodotto turistico rappresentato dagli itinerari attraverso le aree marine protette, è uno dei tratti distintivi della straordinaria qualità della vita in Sardegna”.

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Dipinto a olio
Dipinto a olio

Quando la Natura offre certi spettacoli, la mano dell’uomo ha compito semplice: non deve inventare la bellezza, ma solo catturare l’istante e tentare di riprodurre la meraviglia provata in un istante.

Scatto originale di Bruno Trentini – Flickr

Erano diversi anni che la spiaggia della Pelosa non si distendeva così. Quindici metri di sabbia davanti al chiosco, in effetti, sono uno scenario alquanto insolito, che riporta indietro la memoria di parecchi lustri. Tuttavia la foto di ieri potrebbe essere una cartolina effimera, perché il mare e le correnti si divertono a ridisegnare la fisionomia dell’arenile giorno dopo giorno. Il profilo dell’arenile è estremamente mobile, e metri cubi di sabbia traslocano continuamente da un versante all’altro.

Di sicuro l’amministrazione comunale ha contribuito a preservare la bellezza della spiaggia, perché nel 2003, quando il fenomeno dell’erosione rischiava di compromettere seriamente l’ecosistema, era corsa ai ripari. Aveva commissionato uno studio all’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram) del ministero dell’Ambiente investendo proprie risorse per quindici mila euro. Nei primi anni gli studiosi si sono concentrati sulla duna e sui suoi “movimenti” mentre negli ultimi anni hanno focalizzato le loro ricerche sulla spiaggia.

Sono stati usati strumenti e tecnologie all’avanguardia, come Gps, laser scanner, correntometri che hanno permesso di studiare gli spostamenti della spiaggia, le correnti marine, il vento. Sono sorte passerelle che trattenevano i granelli appiccicati ai piedi e alle scarpe dei bagnanti. Barriere di legno e di bambù a protezione delle dune, e dopo un anno ecco i primi risultati: le collinette di sabbia sono aumentate di volume e anche la vegetazione spontanea è ricomparsa.

Dal 2004 al 2010 sulla Pelosa sono stati stanziati 450mila euro, 150mila dei quali li ha messi in campo il Comune. Il 22 settembre scorso la Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro che serviranno per smantellare la strada d’asfalto costruita a metà degli anni Sessanta che scivola come una rasoiata nel sistema dunale. Ma i fondi verranno utilizzati anche per rinforzare le barriere di legno e per estirpare la solita pianta grassa (non autoctona) che colonizza le nostre spiagge.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Il piccolo paese di Stintino nacque nel 1885 quando il governo italiano decise di trasformare l’Asinara in una colonia penale e “sfrattare” quindi tutti gli abitanti dell’isoletta, che si trasferirono nel vicino promontorio di Capo Falcone, dando vita a Stintino.
Il piccolo villaggio di pescatori oggi è diventato una meta turistica molto apprezzata per chi trascorre le vacanze in Sardegna, per la bellezza straordinaria dei paesaggi.
La particolare bellezza della penisola di Stintino è data dalla varietà di paesaggi, che alternano scogliere a picco sul mare, spiagge sabbiose e aree naturali.

Vacanze in Sardegna: Stintino
Vacanze in Sardegna: Stintino

La Spiaggia de la Pelosa è considerata una delle più belle della Sardegna grazie alla sua fine sabbia bianca, mentre nella vicina Baia della Pelosetta si trova una torre aragonese del 1500.
Oltre alle spiagge più note ai turisti, Stintino vanta numerose altre spiagge di grande bellezza, come la Spiaggia Salina, che deve il suo nome appunto alle saline utilizzate dai monaci nel XIII secolo d.C.
Certamente suggestiva Cala Luna, per accedere alla spiaggetta, infatti, è necessario scendere attraverso un sentiero di rocce colorate.
Il paese deve il suo nome dalla piccola baia, simile ad un fiordo, su cui si è sviluppato il paese e che in dialetto si chiama appunto isthintìnu (o sthintìnu).
Gli appassionati di birdwatching e tutti coloro che desiderano ammirare un paesaggio incontaminato, dovrebbero recarsi al vicino allo Stagno di Casaraccio o allo Stagno di Pilo, delle aree umide naturali dove vivono magnifici uccelli come il Falco Pescatore, il Fenicottero e la Gabbianella.

Particolare ed originale, infine, il Museo della Tonnara mostra come vive e come viene pescato il tonno.

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A palazzo comunale l'incontro con l'amministrazione. Mercoledì sarà a Porto Torres e ad Alghero quindi giovedì sull''Asinara per la commemorazione dei soldati ungheresi che...

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