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Estate 2018, diminuiranno i parcheggi alla Pelosa
Estate 2018, diminuiranno i parcheggi alla Pelosa

Saranno una ventina quelli in meno per dare spazio a un info point turistico e ambientale. Il consiglio approva a maggioranza la concessione del servizio sosta per la prossima stagione estiva

In attesa della partenza dei lavori per lo smantellamento della strada asfaltata della Pelosa e l’avvio del progetto di recupero delle dune a monte della strada, il consiglio comunale dà il via libera alla la concessione del servizio per la gestione delle aree con sosta a pagamento. Intanto diminuiranno le aree sosta per auto e moto e sarà realizzata un info point turistico e ambientale

La decisione è arrivata nell’ultimo consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza, di due della minoranza e due astensioni. Adesso gli uffici potranno avviare le procedure per la gara d’appalto per la gestione che sarà limitata alla stagione estiva 2018.

A illustrare la pratica è stata l’assessora al Turismo Francesca Demontis che in apertura ha fatto sapere che quest’anno, con molta probabilità, le tariffe della sosta potranno subire un lieve aumento. «Si tratta di alcuni centesimi – ha precisato la componente della giunta di Antonio Diana – anche perché saranno eliminati alcuni parcheggi, dal centro servizi al bar “I Ginepri”. Saranno una ventina in tutto, tra stalli per auto e moto, quelli che saranno eliminati per fare spazio all’area da destinare all’info point turistico e di sensibilizzazione ambientale».

Inizierà proprio da qui la compagna di comunicazione sui lavori che, a partire dal 2019, interesseranno l’area delle dune della Pelosa. Un’occasione, che l’amministrazione non vuole assolutamente, perdere per informare da subito un vasto pubblico di turisti sull’importante lavoro di salvaguardia di una delle più belle spiagge al mondo.

L’assessore, inoltre, ha fatto sapere che a breve sarà dato incarico all’ufficio tecnico comunale di avviare le procedure per l’installazione dei lava piedi all’uscita delle passerelle che dalla spiaggia conducono alla strada. «Si tratta – ha aggiunto ancora Francesca Demontis – di strumenti utili a ridurre il trasporto di sabbia. Inoltre, nei pressi della Pelosetta prevediamo di installare un’isola ecologica, sorvegliata e attiva per il solo periodo estivo. Un sistema che ci consentirà di smaltire e differenziare i rifiuti che vengono lasciati numerosi nel periodo estivo».

Con l’approvazione della concessione del servizio da parte del consiglio comunale, la gestione delle aree sosta a pagamento sarà attuata sempre con parcometri e servizio di controllo della sosta attraverso gli ausiliari del traffico nominati tra i dipendenti della società di gestione.

La giunta, intanto, nella seduta di febbraio ha stabilito le nuove tariffe che entreranno in vigore con l’avvio del servizio, previsto il 1° giugno prossimo.

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Un nuovo volto per la spiaggia della Pelosa
Un nuovo volto per la spiaggia della Pelosa

Illustrato questa mattina, alla presenza dell’assessora regionale all’Ambiente, il progetto definitivo che prevede lo smantellamento della strada asfaltata che conduce alla spiaggia.

Un progetto che parte da lontano, che trova la sua origine nel 2006, negli studi realizzati dall’Ispra, nelle ricerche sullo spostamento della sabbia e sull’influenza delle correnti marine che modificano la spiaggia. Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Stintino, l’amministrazione comunale, alla presenza dell’assessora regionale dell’Ambiente Donatella Spano, ha illustrato ai cittadini il progetto definitivo di riqualificazione della spiaggia della Pelosa. Un progetto che rappresenta un intervento virtuoso, che coniuga il ripristino del sistema dunale con un sistema di fruizione sostenibile della spiaggia della Pelosa.

Un progetto da 18 milioni di euro che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale guidata da Antonio Diana, si realizzerà per lotti funzionali. E i primi in programma sono proprio quelli che prevedono lo smantellamento della strada asfaltata nel tratto compreso tra il Gabbiano e la Pelosetta. Lavori importanti che, così è stato previsto, avranno un costo di circa 5 milioni di euro, al momento interamente finanzianti dalla Regione.

E altri potrebbero arrivare «perché – ha detto l’assessora regionale all’Ambiente – siamo convinti che ci possano essere altre risorse sulla programmazione territoriale o su altri bandi, europei o statali, che possano così concorrere al raggiungimento dell’obiettivo finale».

Un progetto che «dimostra il coraggio di questa amministrazione – ha detto ancora l’assessora regionale – e la Pelosa per il suo valore ecologico e quale risorsa economico-ambientale merita questa attenzione. E questo progetto, avviato nel 2006, si fonda su basi tecnico-scientifiche. Un punto di partenza importante per essere sicuri che il risultato finale sia quello giusto». Quello che riporti la spiaggia, considerata una delle più belle al mondo, alla bellezza che si osserva ancora nella storiche cartoline di un tempo.

«È un gioiello del comune di Stintino che vogliamo salvaguardare – ha detto il sindaco Antonio Diana – ecco perché già nel Puc del 2010 avevamo inserito questo tipo di intervento. Un lavoro che abbiamo definito essere di “chirurgia ambientale” che deve mirare a ricostituire il sistema dunale. Dobbiamo lavorare con attenzione, perché quello a cui miriamo è custodire e trasmettere questo patrimonio ambientale alle generazioni future».

Intanto già da quest’anno, in attesa che le procedure siano concluse – entro metà aprile approvazione del progetto in giunta e poi in consiglio comunale quindi procedure per l’indizione della gara a evidenza europea e aggiudicazione infine avvio lavori dopo estate 2019 – saranno adottate delle novità. «Grazie agli studi scientifici sulla pressione antropica realizzati gli scorsi anni – ha aggiunto il primo cittadino – pensiamo di adottare una regolamentazione degli accessi».

A presentare il progetto sono stati gli esperti del raggruppamento temporaneo di professionisti formato dalla capofila Criteria srl, dallo studio associato di ingegneria “Prima” e dalla società cooperativa di ingegneria ambientale “Ambiente”.

«L’obiettivo prioritario – hanno detto Paolo Falqui, Maurizio Costa e Francesca Etzi – è il ripristino dell’assetto morfologico-ambientale del sistema dunale e delle relazioni funzionali con la spiaggia. Questo comporta la rimozione della strada litoranea e la riorganizzazione delle modalità di accesso e di fruizione del sistema costiero».

A essere interessato sarà il tratto compreso tra la spiaggia del Gabbiano e la zone dalle Pelosetta, sia a monte che a valle della strada quindi, della zona alle spalle della Pelosa e di aree condominiali private.

Un’operazione che permetterà di dare nuova vita alle collinette di sabbia che potranno così ricostituire un prezioso sistema dunale, in grado di alimentare la spiaggia.

Il progetto del Comune prevede, quindi, il posizionamento di un sistema di passerelle in legno in aggiunta a quelle già esistenti che, assieme alle barriere installate da dieci anni sulla spiaggia e per le quali periodicamente viene fatta manutenzione, hanno evitato l’erosione delle dune. La nuove passerelle che sostituiranno la strada saranno sollevate da terra, per favorire lo scambio della sabbia e consentiranno il passaggio di mezzi elettrici leggeri. Le aree parcheggio permetteranno di contingentare il numero delle auto e, contemporaneamente, fungeranno da siti di interscambio. Le persone lasceranno la loro vettura e prenderanno i mezzi pubblici o biciclette.

Saranno create piste ciclabili, verrà realizzata una piazza all’altezza della Pelosetta, con sedute e pergolati, e l’ultimo tratto della strada, quello che porta alla zona alta di Capo Falcone, sarà transitabile solo dai mezzi pubblici e dagli automezzi dei residenti. Sarà presente una ztl, una sola area per gli accessi pedonali dei privati e ben quattro per gli accessi pubblici, quindi una viabilità d’accesso con le auto, le rotatorie e due parcheggi.

Il progetto, oltre a questa operazione, prevede la ricostituzione del sistema dunale e della vegetazione. Un intervento che potrebbe essere realizzato con l’utilizzo della sabbia sottomarina che si deposita all’ingresso del porticciolo dell’Ancora. Sabbia ricca di materiale organico in grado di innescare il sistema dunale.

Al termine della presentazione, moderata all’assessora comunale ai Lavori Pubblici Antonella Mariani, e che ha visto la partecipazione di assessori e consiglieri comunali, è stato dato spazio agli interventi del pubblico, tra questi si segnalano quelli dei rappresentanti locali delle associazioni ambientaliste che hanno espresso apprezzamento per il progetto. Tra queste Wwf che ha posto l’accento sull’attenzione alla ri-vegetazione delle dune mentre Legambiente ha definito il progetto «una pietra miliare, un progetto coraggioso e importante».

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Strada per la Pelosa, ecco il progetto definitivo
Strada per la Pelosa, ecco il progetto definitivo

L’amministrazione comunale il 16 febbraio presenterà alla cittadinanza lo studio che consentirà di eliminare l’asfalto dal tratto di strada che conduce a una delle più belle spiagge del mondo. Previsti lavori per 18 milioni di euro

Un incontro pubblico che servirà a presentare alla cittadinanza il progetto definitivo della spiaggia della Pelosa. Un progetto da 18 milioni di euro che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale guidata da Antonio Diana, si realizzerà per lotti funzionali. E i primi in programma sono proprio quelli che prevedono lo smantellamento della strada asfaltata nel tratto compreso tra il Gabbiano e la Pelosetta. Lavori importanti che, così è stato previsto, avranno un costo di circa 5,5 milioni di euro.

L’incontro è in programma per il 16 febbraio alle ore 11 nella sala consiliare del Comune di Stintino.

A illustrare il progetto saranno appunto i progettisti che fanno parte del associazione temporanea di professionisti che si sono aggiudicati la progettazione dei lavori. L’appuntamento consentirà di illustrare le azioni che l’amministrazione comunale intende adottare per la tutela, valorizzazione e protezione della spiaggia della Pelosa. Ma sarà possibile conoscere anche alcune aree che potrebbero rientrare all’interno di un piano di espropri finalizzati a ricondurre i terreni nel “patrimonio” dunale, così da essere rinaturalizzati. 

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Cinque delle dieci spiagge più belle d’Italia sono in Sardegna. L’isola domina la classifica nazionale 2017 del portale di viaggi TripAdvisor, in base alla qualità e quantità delle recensioni e del punteggio attribuiti dai viaggiatori negli ultimi dodici mesi. La più amata è in Sicilia, la spiaggia dei Conigli di Lampedusa, seguono al secondo e al terzo posto nelle preferenze Cala Mariolu e Cala Golortzè a Baunei, al quinto La Pelosa di Stintino, sesta Porto Giunco a Villasimius, e Is Aruttas a Cabras chiude la top ten.

“La Sardegna è un’autentica isola-parco dove risplendono, lungo tutti i quasi duemila chilometri costieri, ‘gioielli’ ammirati in tutto il mondo – commenta l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Francesco Morandi – un patrimonio della natura mantenuto integro grazie all’opera di tutela ambientale delle amministrazioni locali. Meglio di così a livello nazionale è quasi impossibile fare: otteniamo simili risultati da ben tre edizioni dei ‘Tripadvisor travelers choice beaches awards’. L’anno prossimo puntiamo a occupare le prime posizioni anche a livello europeo – prosegue l’assessore – e a inserire qualche spiaggia nella top ten mondiale”.

Alle recensioni dei turisti dell’anno prima si ispirano spesso le scelte di molti viaggiatori. “Per questo – aggiunge Morandi – stiamo rafforzando la comunicazione social, così da essere sempre meglio posizionati sui mercati in un mondo sempre connesso. L’eccellenza ambientale e naturalistica delle coste sarde – conclude l’esponente della Giunta – valorizzata con il prodotto turistico rappresentato dagli itinerari attraverso le aree marine protette, è uno dei tratti distintivi della straordinaria qualità della vita in Sardegna”.

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Dipinto a olio
Dipinto a olio

Quando la Natura offre certi spettacoli, la mano dell’uomo ha compito semplice: non deve inventare la bellezza, ma solo catturare l’istante e tentare di riprodurre la meraviglia provata in un istante.

Scatto originale di Bruno Trentini – Flickr

Erano diversi anni che la spiaggia della Pelosa non si distendeva così. Quindici metri di sabbia davanti al chiosco, in effetti, sono uno scenario alquanto insolito, che riporta indietro la memoria di parecchi lustri. Tuttavia la foto di ieri potrebbe essere una cartolina effimera, perché il mare e le correnti si divertono a ridisegnare la fisionomia dell’arenile giorno dopo giorno. Il profilo dell’arenile è estremamente mobile, e metri cubi di sabbia traslocano continuamente da un versante all’altro.

Di sicuro l’amministrazione comunale ha contribuito a preservare la bellezza della spiaggia, perché nel 2003, quando il fenomeno dell’erosione rischiava di compromettere seriamente l’ecosistema, era corsa ai ripari. Aveva commissionato uno studio all’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram) del ministero dell’Ambiente investendo proprie risorse per quindici mila euro. Nei primi anni gli studiosi si sono concentrati sulla duna e sui suoi “movimenti” mentre negli ultimi anni hanno focalizzato le loro ricerche sulla spiaggia.

Sono stati usati strumenti e tecnologie all’avanguardia, come Gps, laser scanner, correntometri che hanno permesso di studiare gli spostamenti della spiaggia, le correnti marine, il vento. Sono sorte passerelle che trattenevano i granelli appiccicati ai piedi e alle scarpe dei bagnanti. Barriere di legno e di bambù a protezione delle dune, e dopo un anno ecco i primi risultati: le collinette di sabbia sono aumentate di volume e anche la vegetazione spontanea è ricomparsa.

Dal 2004 al 2010 sulla Pelosa sono stati stanziati 450mila euro, 150mila dei quali li ha messi in campo il Comune. Il 22 settembre scorso la Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro che serviranno per smantellare la strada d’asfalto costruita a metà degli anni Sessanta che scivola come una rasoiata nel sistema dunale. Ma i fondi verranno utilizzati anche per rinforzare le barriere di legno e per estirpare la solita pianta grassa (non autoctona) che colonizza le nostre spiagge.

Fonte: La Nuova Sardegna

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