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Un doppio appuntamento sabato 29 luglio al Mut di via Lepanto.

Stintino 26 luglio 2017 – Una serata all’insegna della poesia e dell’arte sabato 29 luglio al Museo della Tonnara di Stintino. Protagonisti lo scrittore e giornalista Raffaele Mangano, autore del romanzo “Il Pescatore di Tonni”, e il pittore Franco Carenti.

Alle ore 19 inizierà il reading, dal titolo “La poesia di mare nei racconti di mare”: Raffaele Mangano leggerà, accompagnato dalla chitarra di Giada Moschella, brani sul mare di Italo Calvino, Dino Buzzati, Charles Baudelaire, Joseph Conrad, Umberto Saba, Wolfang Goethe.

A seguire, alle ore 20, l’inaugurazione della mostra “Luci e colori di Sardegna”, che sarà visitabile fino al 17 settembre negli orari di apertura del museo. L’esposizione temporanea, curata da Silvia De Franceschi e Paolo Greco, è allestita in collaborazione con la galleria Il Cancello di Sassari. In mostra una ventina di quadri ad olio su tela e cartone. Si tratta di paesaggi marini, con colori molto intensi, dal blu oltremare all’azzurro, e di paesaggi e scorci di paesi dell’entroterra sardo, balconi, facciate, vicoli.

«Carenti, al quale mi lega un sentimento di amicizia, chiama lo spettatore a vivere il quadro, ad essere protagonista – dichiara Silvia De Franceschi -, dalle sue opere a olio emana un senso di forza, una passione che trascina lontano».

L’esperienza di Franco Carenti, che ha frequentato negli anni Sessanta l’Istituto d’arte di Sassari, viene dal dialogo e dalla frequentazione delle generazioni di pittori sassaresi, da Stanis Dessy ad Ausonio Tanda. L’intensa attività espositiva, sull’isola e sulla penisola, è legata alla Galleria il Cancello. Nella sua vasta produzione figurano anche opere dedicate alla Tonnara, una delle quali fa parte della quadreria del Museo della Tonnara

Stintino rende omaggio alla Vergine della Difesa
Stintino rende omaggio alla Vergine della Difesa

Per la festa patronale fedeli sulle barche per la processione a mare, in tanti sui bastioni del lungomare Colombo. Sabato la sagra del pesce e domenica chiusura con lo scambio della bandiera.

 «Oggi contempliamo la creatura che diventa la madre del Creatore, che qui a Stintino chiamiamo Vergine della Difesa. La difesa, allora, è rendere ragione di quella che è la nostra fede e, crescendo, manifestare la volontà di diventare figlio di Dio». Con queste parole, il parroco di Stintino, don Andrea Piras ha aperto l’omelia della celebrazione per la patrona di Stintino, la Beata Vergine della Difesa.

E proprio il 9 settembre 2016 si è anche svolta la suggestiva processione a mare che, nello specchio d’acqua nella darsena del porto, ha visto oltre quaranta imbarcazioni seguire la motonave Ausonia, con a bordo il simulacro della Vergine. È stato questo il momento più toccante dei festeggiamenti, con tanti fedeli che dalle barche hanno pregato per la Madonna e tantissimi altri che hanno seguito la processione da terra, sui bastioni del lungomare Colombo.

La giornata di festa, inoltre, ha rappresentato una ulteriore conferma, cioè la capacità di legare tra loro le comunità del territorio. Ieri infatti, alla processione, accanto al sindaco Antonio Diana e alla giunta comunale, hanno partecipato anche gli amministratori dei Comuni vicini: per quello di Sassari il sindaco Nicola Sanna e il presidente del consiglio Esmeralda Ughi, per Sennori l’assessore allo Sport Salvatore Piredda, per Porto Torres il primo cittadino Sean Wheeler, e per Sorso il vicesindaco Maria Giovanna Pulino. Applausi poi per lo spettacolo dei fuochi d’artificio, che nella notte ha richiamato un pubblico numerosissimo, e per il concerto dei Banditi e Campioni in piazza dei 45.

La festa prosegue: sabato 10 settembre, alle 19 nella piazza dei 45, l’immancabile sagra del pesce e alle 21 la premiazione delle gare sportive. Domenica, infine, la mattina l’albero della cuccagna e la sera, alle 18, lo scambio della bandiera tra il priore uscente e quello nuovo.

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Due pagine, su un inserto staccabile, interamente dedicate a Stintino, alla sua storia e al territorio. È lo spazio che la rivista rumena Banatul, distribuita nelle amministrazioni locali della regione del Banat, ha riservato al paese di pescatori sul numero di settembre.

Il mensile diretto da Vasile Todi, presidente dell’Unione dei giornalisti del Banat storico, regione della Romania, dedica appunto quattro articoli al paese: il primo riguarda la storia di Stintino, il secondo il territorio e definisce il paese come «una perla del Mediterraneo», il terzo è riservato all’attività dell’amministrazione e l’ultimo al museo della Tonnara dove si sottolinea il legame degli stintinesi fra la terra e il mare e, ancora, l’importanza della memoria e la «maestria degli antenati degli stintinesi di oggi» e «il ruolo che il tonno ha giocato nello sviluppo» del paese.

Un’indubbia vetrina per Stintino che trova, anche nei Paesi dell’Est, occasione di promuovere la propria storia, la cultura e altre iniziative. La presenza sulla rivista, distribuita nei comuni del Banat, rappresenta anche l’avvio di un percorso di collaborazione che l’amministrazione stintinese vuole intraprendere con le località di quella regione. Gli articoli sono scritti in rumeno e in italiano corredati da suggestive fotografie della spiaggia della Pelosa, della torre aragonese, del paese e della pesca del tonno.

Fonte: Sassari NotizieDue pagine, su un inserto staccabile, interamente dedicate a Stintino, alla sua storia e al territorio. È lo spazio che la rivista rumena Banatul, distribuita nelle amministrazioni locali della regione del Banat, ha riservato al paese di pescatori sul numero di settembre.

Il mensile diretto da Vasile Todi, presidente dell’Unione dei giornalisti del Banat storico, regione della Romania, dedica appunto quattro articoli al paese: il primo riguarda la storia di Stintino, il secondo il territorio e definisce il paese come «una perla del Mediterraneo», il terzo è riservato all’attività dell’amministrazione e l’ultimo al museo della Tonnara dove si sottolinea il legame degli stintinesi fra la terra e il mare e, ancora, l’importanza della memoria e la «maestria degli antenati degli stintinesi di oggi» e «il ruolo che il tonno ha giocato nello sviluppo» del paese.

Un’indubbia vetrina per Stintino che trova, anche nei Paesi dell’Est, occasione di promuovere la propria storia, la cultura e altre iniziative. La presenza sulla rivista, distribuita nei comuni del Banat, rappresenta anche l’avvio di un percorso di collaborazione che l’amministrazione stintinese vuole intraprendere con le località di quella regione. Gli articoli sono scritti in rumeno e in italiano corredati da suggestive fotografie della spiaggia della Pelosa, della torre aragonese, del paese e della pesca del tonno.

Fonte: Sassari Notizie

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Marea bianca, esposto degli ambientalisti
Marea bianca, esposto degli ambientalisti

Individuare e punire i responsabili condannandoli anche al risarcimento dei danni. Lo chiedono le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico in un esposto sulla schiuma bianca che ha invaso almeno 10 chilometri di costa del litorale dell’Argentiera, tra i comuni di Sassari e Stintino.

La denuncia è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Sassari, al ministero dell’Ambiente, alla Regione Sardegna, al Comune e alla Provincia di Sassari. ”Si tratta di un gravissimo ed esteso inquinamento – sottolinea Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico – con schiuma biancastra di natura e origine non conosciute. Ci auguriamo che gli organi competenti accertino presto le cause e individuino i responsabili con altrettanta celerita’, pretendendo questa volta anche i dovuti risarcimenti a chi ha inquinato un lungo tratto di mare del Nord Sardegna: lo prevede espressamente il Codice dell’Ambiente ma troppo spesso – osserva Deliperi – la clausola risarcitoria viene ignorata”.

Fonte: Ansa

Il consiglio comunale di Stintino nei giorni scorsi ha detto sì al progetto di fattibilità sulla spiaggia della Pelosa. Con nove voti favorevoli e due astenuti (minoranza) è passata la pratica che adesso consentirà al Comune di procedere con il progetto definitivo ed esecutivo per l’eliminazione della strada della Pelosa che dovrà essere presentato in Regione per la Via, la valutazione di impatto ambientale.
Si avvicina quindi sempre di più il progetto di “chirurgia ambientale”, in grado di recuperare la spiaggia e riportare a patrimonio del sistema anche quelle dune a monte della strada e che potrebbero rappresentare il polmone della spiaggia.
Lo studio di fattibilità e il progetto preliminare è stato elaborato dall’Ati (che si è aggiudicata il bando di gara a valenza comunitaria) che vede uniti assieme lo studio di ingegneria Criteria srl di Cagliari (capofila), lo studio associato di ingegneria Prima di Livorno e la società cooperativa Ambiente di Carrara. Il progetto preliminare è stato presentato in un consiglio comunale aperto il 21 luglio scorso.

Spiaggia della Pelosa
Spiaggia della Pelosa

Il progetto presentato a luglio è arrivato a compimento di un percorso avviato dall’amministrazione comunale per il recupero della spiaggia gioiello del paese, e prevede la rinaturalizzazione delle dune e, lì dove necessario, anche l’esproprio di alcune aree interessate dal sistema dunale.
«Si tratta di un progetto da monitorare in maniera costante – ha detto il capogruppo di minoranza Alessandro Maggiolo nel suo intervento in consiglio comunale – perché non possiamo permetterci errori sulla Pelosa. Spero che questa amministrazione venga ricordata per quello che sta facendo e non per un errore sulla nostra spiaggia», ha concluso il consigliere.
«Si tratta di uno studio di fattibilità – ha precisato il presidente del Consiglio Gavino Pippia – non è un definitivo né un esecutivo, nei quali sarà necessario scendere maggiormente nei dettagli. Credo che l’amministrazione dovrà occuparsi di questo aspetto e lo farà».

Lo studio di fattibilità e il progetto preliminare
Lo studio di fattibilità e il progetto preliminare sono costati all’amministrazione stintinese circa 40mila euro. L’opera nel suo complesso invece ha un costo che, considerando l’Iva, supera i 16 milioni e mezzo di euro. E’ possibile che si possa procedere per stralci funzionali da importi più bassi (circa 5 milioni di euro), e il primo intervento al quale sta pensando l’amministrazione è quello che prevede lo smantellamento della strada asfaltata, a partire dall’altezza della spiaggia del Gabbiano sino alla spiaggia della Pelosaetta. Quindi ancora è prevista la realizzazione della viabilità alternativa lungo tutta la strada di Capo Falcone e il recupero del sistema dunale. A questa dovrà aggiungersi la necessaria ricostruzione della vegetazione. A monte, nella lottizzazione di Roccaruja, è prevista la realizzazione di un parcheggio in grado di ospitare circa 500 autovetture, un numero che comunque potrebbe essere rivisto anche in previsione di un possibile contingentamento degli accessi alla spiaggia. Sarà quindi un sistema di passerelle sopraelevate in legno a collegare la zona retrostante con la Pelosa e tutto il litorale dalla spiaggetta dell’Approdo sino al piazzale a nord che guarda l’isoletta della torre della Pelosa.
Le zone più lontane, lungo la strada di Capo Falcone, saranno collegate invece con un sistema di navette che condurranno i bagnanti sino all’accesso con le nuove passerelle in legno che sostituiranno la strada.

Gli studi dell’Icram (ora Ispra)
Grazie alle ricerche avviate nel 2004 con l’allora Icram (ora Ispra) della spiaggia gioiello del paese e della Sardegna si conoscono alcuni fenomeni e si hanno a disposizione dati importanti come quelli geologici, quindi la correntometria, la vegetazione, la topografia, lo stato ambientale e la mineralogia.
Nei primi tre-quattro anni gli studiosi dell’Icram si sono concentrati sulla duna e sui movimenti mentre negli ultimi due hanno focalizzato le loro ricerche sulla spiaggia. In campo sono stati messi strumenti e tecnologie all’avanguardia, con Gps, laser scanner, correntometri che hanno permesso di studiare gli spostamenti della spiaggia, le correnti marine, il vento. Un contributo notevole lo ha fornito la cartografia a disposizione, così come le fotografie aeree, anche “storiche”, realizzate da subito dopo la Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Un lavoro che ha visto inoltre una forte sinergia tra esperti dell’Ispra e università sarde, Sassari e Cagliari, e quelle di Firenze e Padova.
«Adesso sulle dune non ci sono più aree di erosione», avevano detto gli esperti dell’Ispra ad aprile 2010, in occasione del convegno sulla presentazione dei risultati degli studi, e a questo hanno contribuito le barriere frangivento e le passerelle installate nel 2006. Si è favorito la nascita di una nuova duna alla base del vecchio sistema dunale. Le piante sono ricomparse e hanno stabilizzato la duna.
Adesso si va verso quegli interventi di ripristino che potrebbero riportare la spiaggia all’aspetto originario e favorire l’equilibrio e il sostentamento delle dune.

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Di fronte all’isola Piana e all’Asinara, nei pressi di Stintino, il paradiso della spiaggia della Pelosa domina il paesaggio con il candore del suo arenile e la trasparenza delle sue acque.
Ai piedi di Capo Falcone si estendono le spiagge di finissima sabbia bianca e dalle acque con sfumature cromatiche che vanno dal turchese all’azzurro. A nord sono delimitate dalla torre della Pelosa, imponente costruzione seicentesca che troneggia sul litorale.
Sulla zona si staglia anche l’antica torre saracena detta del Falcone, in roccia granitica, raggiungibile a piedi o con fuoristrada.
Piccola oasi naturale e paradiso mozzafiato, il paesaggio si presenta nelle parvenze di regno della natura, tra la spiaggia e le isole antistanti, come un mondo ricco e vario sopra e sotto il mare, dove è piacevole e distensivo passare ore di riposo, in mezzo al profumo della macchia mediterranea. I fondali ricchi di pesci trasformano le nuotate con maschera e boccaglio in curiose ed interessanti scoperte tra i bei colori del fondo marino.

Come arrivare alla spiaggia della Pelosa
Da Sassari, ci si immette sulla SS 131, in direzione Porto Torres; all’ingresso della cittadina si svolta a sinistra, e si prosegue in direzione Stintino. Prima di giungere al paese, prima della Torre Spagnola, sulla destra inizia una stradina asfaltata che porta alla Spiaggia delle Saline. Dopo 300 m dal ponte sullo stagno di Casaraccio, si trova un incrocio: si giri a sinistra e si imbocchi la circonvallazione, proseguendo sino all’incrocio con la strada che torna al paese, dove bisogna girare a sinistra e proseguire sino alle spiagge.
Da Stintino le spiagge si raggiungono anche con i servizi di navetta.

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