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Parco dell’Asinara

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Il Parco dell’Asinara coinvolge pescatori, Crama e Università di Cagliari.

Stintino 18 agosto 2017 – L’obiettivo è quello di proteggere le aragoste rosse, in particolare quelle ancora piccole e non commerciabili, marcarle e inserirle all’interno della zona di ripopolamento lungo l’area marina protetta dell’Asinara. Il progetto si chiama “Difendiamo l’aragosta” ed è stato realizzato dal Parco nazionale dell’Asinara mentre vedrà all’opera gli specialisti del Crama e del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università di Cagliari. A essere protagonisti consapevoli saranno i pescatori professionisti che operano nel Golfo dell’Asinara.

«La pesca all’aragosta rossa rappresenta un’importante attività e fonte di reddito per i nostri pescatori – afferma il vicepresidente del Parco nazonale dell’Asinara Antonio Diana – e vorremmo fare in modo di proteggere quelle di piccola taglia, così che diventino pescabili al momento opportuno». Un’occasione per preservare la biodiversità dell’area che circonda l’ex isola carcere: da una parte difendendo quando ancora è troppo piccolo un crostaceo pescato per la sua bontà oltre che per l’alto valore economico; dall’altra consentendo di stimare la popolazione delle aragoste che si trovano nell’area marina protetta, così da valutare anche il loro stato di salute.

«I pescatori – afferma ancora Antonio Diana – avranno un ruolo importantissimo, perché consegneranno i crostacei sotto taglia pescati agli specialisti del Crama, a Cala Reale. I pescatori avranno un rimborso sul pescato a prezzo di mercato. Uno stimolo a consegnare le aragoste troppo piccole, così da preservare la specie, e dare un sostegno alla loro attività».

Saranno al Crama a occuparsi della rilevazione dei dati sulle aragoste, cioè il loro peso, la lunghezza del carapace, lunghezza totale, il sesso e la metodologia di pesca. Gli esemplari non commerciabili saranno così marcati e rilasciati dopo tre giorni. Le potenziali ricatture potranno fornire informazioni sui tassi di crescita e di spostamento rispetto alle zone di rilascio. Il dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università di Cagliari si occuperà della supervisione scientifica del progetto e dell’analisi dei dati.

Il progetto, preparato dagli uffici del Parco con il direttore Pierpaolo Congiatu e dell’area marina protetta con il direttore Vittorio Gazale, è stato avviato in questo mese di agosto in via sperimentale e riprenderà la prossima stagione

Farmasinara: la cosmesi firmata Sardegna
Farmasinara: la cosmesi firmata Sardegna

La presentazione del progetto sabato 27 maggio al Museo della Tonnara di Stintino.

 Creare prodotti cosmetici con le piante dell’Asinara. Questo è lo scopo di Farmasinara, un progetto di studio e lavorazione delle risorse naturali presenti sull’isola. Sabato 27 maggio alle ore 18:30 al Museo della Tonnara di Stintino Giorgio Pintore, professore di Farmacognosia all’Università di Sassari parlerà della nascita e dell’evoluzione del progetto, di cui è ideatore.

«È un sogno che diventa realtàdichiara –. Siamo partiti con la ricerca scientifica nel 2013, in sinergia con il Parco Nazionale dell’Asinara, e nel 2017 siamo arrivati ad essere finalisti dell’Italian Master Startup Award, che premia le startup nate in ambito accademico». Dagli esordi ad oggi l’officina cosmetica ha fatto notevoli passi avanti, divenendo una spin off universitaria con circa dodici collaboratori. «Uno degli obiettivi – continua Pintore – è sempre stato quello di creare delle opportunità lavorative per i laureati del settore farmaceutico che fossero diverse dall’impiego al banco. E oggi possiamo dire di essere sulla buona strada».

Farmasinara non punta solo alla valorizzazione delle risorse umane del territorio, ma anche a fornire un esempio di sviluppo economico ecosostenibile. La lavorazione e la produzione avvengono interamente all’Asinara, e – ad oggi – sono oltre una ventina i cosmetici in commercio, dall’olio per il corpo alla candela per il massaggio, dalla crema per il viso al sapone da barba, tutti ottenuti con l’utilizzo dell’elicriso, della lavanda, del rosmarino e del lentisco. Ma lo studio delle piante autoctone prosegue e la ricerca è finalizzata alla produzione di ulteriori prodotti.

L’officina cosmetica che ha sede a Cala Reale è aperta al pubblico per la commercializzazione fino al 30 ottobre, ma un punto vendita è presente anche a Sassari al Centro commerciale Tanit. Inoltre dal 27 maggio e per tutta la stagione estiva sarà allestito un corner promozionale anche al Museo della Tonnara di Stintino.

Il parco dell'Asinara esempio di sostenibilità
Il parco dell'Asinara esempio di sostenibilità

Ieri sull’isola la Festa del lavoro dei parchi è stata l’occasione per parlare anche della nuova proposta di legge sulla materia.

Le enormi potenzialità del parco dell’Asinara e la mission dell’ente che vede nella salvaguardia e tutela dell’ambiente il suo cardine. Questi i punti centrali dell’intervento del vicepresidente del parco nazionale dell’Asinara Antonio Diana che ieri sull’ex isola carcere, in occasione della Festa del lavoro nei parchi, ha voluto rimarcare come il parco rappresenti una realtà consolidata di sviluppo sostenibile. L’incontro, promosso in occasione dei vent’anni dalla nascita del parco da Legambiente in collaborazione con l’ente Parco nazionale dell’Asinara, il Comune di Porto Torres, la Regione e Federparchi, è stato l’occasione per approfondire alcuni temi attuali, come quello sulla proposta di una nuova legge sui parchi che dovrà rivedere la 394 del 1991.

La Casa del parco, nel suggestivo scenario di Cala Reale, ha messo allo stesso tavolo autorità regionali con associazioni, senatori e deputati che, in questi giorni, stanno proprio discutendo della nuova legge.

«Negli ultimi anni – ha detto ancora Antonio Diana il Parco ha realizzato molti progetti di riqualificazione ambientale e valorizzazione del territorio, nella speranza e prospettiva per il futuro di diventare, sempre di più, un punto di riferimento importante di sostenibilità ambientale per tutto il nord ovest della Sardegna. L’obiettivo, però, è uscire dal confine dei 5200 ettari del parco ed esportare quella tutela anche nelle aree attorno all’Asinara. E allora, il progetto del marchio del parco diventa un valido strumento per realizzare questo obiettivo, consentendo l’accesso alle aziende dell’area vasta».

Che il parco sia «l’esempio tangibile di come sia possibile un cambiamento in positivo dei luoghi, secondo una direttrice di sostenibilità», lo ha ribadito anche Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegna, mentre la conferma che il parco possieda potenzialità di sviluppo è arrivata anche dalle parole del docente di Economia dell’Università di Sassari Marco Vannini. Il docente, attraverso un’analisi dei dati reali sulle affluenze, ha messo in luce le possibili ricadute economiche su tutto il territorio dell’area vasta.

A tenere banco, poi, è stata la discussione sulla nuova legge che ha messo a confronto i senatori Massimo Caleo e Silvio Lai, il primo convinto della necessità di ampliare l’area marina protetta con un nuovo ragionamento sui vincoli, il secondo sostenitore del necessario coinvolgimento della Rete metropolitana per un maggiore impulso. La deputata Giovanna Sanna, invece, ha proposto un emendamento alla nuova legge affinché si prevedano delle compensazioni da parte dei grandi impianti industriali che insistono nelle vicinanze delle aree dei parchi.

Giampiero Sammuri di Federparchi, invece, ha sottolineato come la nuova legge possa dare ai parchi maggiori possibilità di sviluppo e ha ricordato come il nuovo dispositivo preveda modifiche al ruolo dei direttivo, alla nomina del presidente e del direttore.

L’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, ha rimarcato come la «nuova legge nazionale sui parchi, che non cancella la 394, l’attuale normativa, la rafforza, mantenendo intatto il valore della conservazione e della tutela e aggiunga aspetti di semplificazione che sono fondamentali per chi poi avrà il compito della gestione».

Presentato al Mut il progetto integrato che consentirà di valorizzare il paese costiero e l’area meridionale dell’ex isola carcere.

Un progetto integrato da dodici milioni di euro, da raccogliere tra fondi europei, strutturali, da programmi di iniziativa comunitaria e fondi privati, e che consentirebbe la realizzazione di interventi di riqualificazione e valorizzazione di Stintino e di Fornelli. È “la porta del parco dell’Asinara” che il sindaco di Stintino Antonio Diana ha presentato oggi agli assessori regionali degli Enti locali Cristiano Erriu e dei Trasporti Massimo Deiana, al sindaco di Porto Torres Sean Wheeler e al presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau.


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Al Museo della Tonnara, davanti a un pubblico di curiosi e di esperti, il primo cittadino stintinese ha subito spiegato che «il progetto promosso dalla nostra amministrazione candida il Comune di Stintino e il parco nazionale dell’Asinara per un progetto integrato di sviluppo di interesse sovralocale. Si considera l’isola dell’Asinara come risorsa strategica per lo sviluppo del Nord Sardegna». Un’idea progettuale già condivisa con Ente parco, Comunità del parco e amministrazione di Porto Torres.

Un progetto che parte dalle criticità, come la difficoltà di accesso alla marina di Stintino o l’eccessivo traffico di passeggeri, e le trasforma in opportunità, con un’offerta di parcheggi di interscambio e una maggiore mobilità pedonale e ciclabile e una migliore accoglienza dei turisti. Il tutto da realizzarsi con azioni strutturali che prevedono la realizzazione di un pontile di sbarco a Fornelli nelle aree limitrofe, interventi di valorizzazione e ristrutturazione della diramazione carceraria di Fornelli, un ampliamento del porto di Stintino, una valorizzazione del centro storico di Stintino e un miglioramento dell’area di accesso Sud al centro storico del paese costiero.

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Nel progetto quindi Fornelli potrebbe avere un nuovo pontile sbarchi, un rinnovato punto informativo e si rafforzerebbe quale punto per una mobilità sostenibile e di turismo attivo. La diramazione carceraria di Fornelli potrebbe vivere una nuova vita e nel progetto verrebbe in parte trasformato. Non perderebbe di contenuto storico ma si arricchirebbe di un centro polifunzionale per convegni ed esposizioni, oltre che di un centro studi e una foresteria.

«Il Comune di Stintino, attraverso il Puc – ha aggiunto Antonio Diana – ha predisposto progetti speciali destinati allo sviluppo del territorio, in relazione anche allo sviluppo turistico del Parco dell’Asinara e alla creazione di un’area pre-parco».

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Ecco allora che si prevedono interventi per la realizzazione di un nuovo waterfront, con una passerella sul lungomare, un nuovo molo per i traghetti, una stazione per la mobilità sostenibile e parcheggi nell’area della strada panoramica. Una parte del centro storico, poi, diventerebbe zona a traffico limitato e si svilupperebbe compiutamente la cittadella della cultura sulla collina che porta sino al nuovo museo della Tonnara, quindi una nuova piattaforma ecologica.

Il sindaco di Porto Torres, Sean Wheeler, ha colto l’occasione per ricordare la necessità di una maggiore attenzione per l’isola dell’Asinara, con uno sforzo in più per risolvere questioni che durano da tempo, come quella del servizio idrico. L’assessore Cristiano Erriu ha sottolineato che, considerata la complessità del progetto, è necessario prevedere il coinvolgimento di altri soggetti come la Rete metropolitana e la Provincia. Ma sia l’assessore degli Enti locali che il suo collega ai Trasporti hanno dato massima disponibilità alla creazione di un tavolo di lavoro che dovrà vedere coinvolti anche altri assessorati regionali, come quella della Programmazione.

Un progetto integrato per connettere Stintino e il parco dell'Asinara
Un progetto integrato per connettere Stintino e il parco dell'Asinara

Un progetto integrato per connettere Stintino e il parco dell’Asinara: lunedì al Mut incontro con gli assessori regionali agli Enti locali e ai Trasporti.

 L’obiettivo è rafforzare il legame territoriale tra parco dell’Asinara e Comune di Stintino. E per farlo Stintino è pronto a mettere a disposizione una porzione del proprio territorio comunale. Un’operazione che presuppone una serie di interventi volti alla valorizzazione del centro storico cittadino e delle sue aree limitrofe, del porto, del territorio e delle numerose aree protette, Sic e Zps. Azioni tra loro programmate che vengono rivolte allo sviluppo sostenibile del turismo e alla conservazione dell’ambiente.

Questi alcuni dei temi che saranno affrontati lunedì 5 dicembre durante l’incontro, programmato dal Comune di Stintino per le ore 12, al Museo della Tonnara e al quale è prevista la partecipazione degli assessori regionali degli Enti locali Cristiano Erriu e dei Trasporti Massimo Deiana, e del presidente della Rete metropolitana e sindaco di Sassari Nicola Sanna. A fare gli onori di casa sarà il sindaco di Stintino Antonio Diana che illustrerà il progetto integrato “Stintino centro storico-Fornelli: la porta del parco dell’Asinara”.

«Il Comune di Stintinoafferma il primo cittadino propone un progetto integrato in cui il proprio centro storico e l’isola dell’Asinara, per la sua porzione più meridionale, cioè Fornelli, diventino i luoghi in cui rafforzare le connessioni tra i due territori. È da qui che pensiamo si possa partire per valorizzare le potenzialità turistiche, costruire le relazioni economiche e sociali tra il piccolo borgo di pescatori, oggi rinomata meta turistica, e il parco naturale».

Il Comune di Stintino, attraverso il Puc ha predisposto una serie di progetti speciali destinati allo sviluppo del territorio, in relazione allo sviluppo turistico del parco dell’Asinara e alla creazione di un’area pre-parco. «Si tratta di un’attività di programmazioneriprende Antonio Dianache tiene conto della pianificazione territoriale locale e guarda a un’azione di insieme che deve coinvolgere l’intera rete metropolitana».

Tra gli interventi che si vogliono mettere in campo quello appunto per il centro storico cittadino, con azioni rivolte alla riqualificazione degli spazi. Quindi la realizzazione di parcheggi per le auto e di una cittadella della cultura. A questi si aggiungono i progetti per la portualità e le relazioni con il Parco dell’Asinara. E ancora progetti speciali per Ezzi Mannu, La Pelosa, Casaraccio e Capo Falcone, quelli territoriali per un modello di turismo sostenibile e quelli territoriali per la mobilità sostenibile. Progetti che, tutti assieme, contribuiscono alla creazione di un progetto integrato in grado di “connettere” Stintino con l’Asinara.

1975

Il sindaco di Stintino Antonio Diana scrive alla Regione.

Stintino 16 agosto 2016«Un secco no alla proroga regionale per la pesca dell’aragosta perché costituirebbe un danno per il già provato ecosistema e per gli stock ittici dell’aragosta, condizionati da uno sforzo di pesca eccessiva». È la preoccupazione del sindaco di Stintino Antonio Diana che questa mattina ha scritto una lettera alla presidenza della giunta regionale e all’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente.

Il primo cittadino di Stintino scrive non soltanto nella sua veste di sindaco del paese costiero, dove sono presenti due aree Sic, ma anche di presidente del Parco dell’Asinara, dove è presente un’area marina protetta, e da pescatore, «perché per tanti anni ho esercitato la pesca all’aragosta».

«La proroga – riprende Antonio Diana – causerebbe un danno grave perché lo sforzo di pesca si concentrerebbe nel periodo in cui le aragoste iniziano a deporre le uova. In tale periodo i crostacei si muovono maggiormente sui fondali e si prestano a una più facile cattura.

E se è vero che in 180 giorni di pesca, a causa delle condizioni meteo i pescatori hanno lavorato soltanto 90 giorni, è altrettanto vero che le reti sono rimaste a mare e hanno continuato a svolgere la loro funzione di cattura.

Se il periodo canonico di pesca sarà prorogato, si andrà al periodo autunnale e invernale. Di conseguenza a causa di condizioni meteomarine avverse, tipiche di quei periodi, per diverse giornate non sarà possibile lasciare i porti, ma le reti – afferma ancora Antonio Diana – resteranno in mare, continuando a danneggiare gli stock ittici».

Secondo il sindaco di Stintino, «bisogna avere la consapevolezza che se nel breve si continua a incrementare lo sforzo di pesca, alla lunga i danni saranno ancora più gravi», conclude Antonio Diana.

Comunicato stampa del Comune di Stintino a cura di Andrea Bazzoni

 

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