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“Fish and fishing community”
“Fish and fishing community”

A Stintino un convegno sulle attività di pesca nell’antichità.

“Fish and fishing community” è il titolo del convegno che, patrocinato dal Comune di Stintino, si svolgerà il 4 ottobre nella sala conferenze del Museo della tonnara, Mut, in via Lepanto. L’incontro, con inizio alle ore 10, prevede due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, alle quali parteciperanno studiosi del settore italiani e stranieri.

Gli interventi si concentreranno sui vari aspetti legati alle attività alieutiche nell’antichità: la pesca commerciale e la conservazione del pescato, i pesci d’acqua dolce, le più antiche tecniche di pesca della preistoria, la vita nelle comunità di pescatori, metodologie classiche e nuove tecnologie applicate allo studio dei resti ittici, oltre a dati e aggiornamenti dai più recenti scavi archeologici.

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Pesca, condivisione e partecipazione per programmare la formazione
Pesca, condivisione e partecipazione per programmare la formazione

Lunedì incontro con il Flag che avvierà un’iniziativa tra gli operatori del settore, disoccupati, in mobilità e in cassa integrazione per la rilevazione del fabbisogno formativo.

Un’attività di rilevazione del fabbisogno formativo per programmare un ciclo di lezioni legate alle professioni del mare e alla pesca, anche per l’acquisizione di competenze e abilità che con la pesca si possono integrare e contribuire al suo mantenimento e sviluppo.

Si svolgerà lunedì 2 ottobre alle 17,30 nella sala consiliare del Comune di Stintino ed è rivolta a un ampio ventaglio di soggetti: dalle marinerie di Stintino agli operatori dell’acquacoltura, della pescaturismo e dell’ittiturismo, dai disoccupati ai lavoratori in cassa integrazione, in Naspi e in mobilità. Saranno loro i protagonsiti che potranno contribuire alla definizione delle azioni formative e di sviluppo, alle quali poi potranno concorrere per l’effettiva partecipazione.

L’incontro, durante il quale saranno presentati dei questionari, è organizzato dal raggruppamento composto da Flag Nord Sardegna, Isforapi, Smeralda Consulting, Isogea, in collaborazione con il Comune di Stintino.

L’obiettivo è mettere a disposizione del territorio un pacchetto di nuove opportunità e percorsi di miglioramento delle competenze e di avvio d’impresa. La formazione è destinata sia a occupati che a non occupati.

L’iniziativa rientra all’interno dei progetti “Forma” e “Marino” per i quali il raggruppamento si è aggiudicato le risorse utili provenienti dal Por Sardegna Fse 2014-2020 “Misure integrate tra sviluppo locale partecipativo e occupazione nell’ambito della Green & Blue economy”.

Si tratta di un programma innovativo e ambizioso – spiegano dal Flag – che assegna al partenariato del Flag, alle agenzie formative e alle comunità degli operatori e dei cittadini il compito di indirizzare l’utilizzo delle risorse economiche verso la maggiore utilità, condividendo le decisioni in materia.

Il Flag Nord Sardegna, o Gruppo di azione costiera, è responsabile per il Nord Sardegna della realizzazione del piano di azione “Acquacoltura e pesca sostenibile nel Nord Sardegna”. Si tratta di un pacchetto coordinato di iniziative che prevedono ricadute diffuse sul territorio: ripopolamento delle aree di pesca, diversificazione delle attività nei settori della Blue Economy, interventi di infrastrutturazione leggera nelle aree portuali, operatività e rete tra mercati ittici per un nuovo sistema di commercializzazione che lasci ai produttori maggior valore e remunerazione, valorizzazione della biodiversità nelle zone umide, educazione ambientale e alimentare.

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Il Parco dell’Asinara coinvolge pescatori, Crama e Università di Cagliari.

Stintino 18 agosto 2017 – L’obiettivo è quello di proteggere le aragoste rosse, in particolare quelle ancora piccole e non commerciabili, marcarle e inserirle all’interno della zona di ripopolamento lungo l’area marina protetta dell’Asinara. Il progetto si chiama “Difendiamo l’aragosta” ed è stato realizzato dal Parco nazionale dell’Asinara mentre vedrà all’opera gli specialisti del Crama e del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università di Cagliari. A essere protagonisti consapevoli saranno i pescatori professionisti che operano nel Golfo dell’Asinara.

«La pesca all’aragosta rossa rappresenta un’importante attività e fonte di reddito per i nostri pescatori – afferma il vicepresidente del Parco nazonale dell’Asinara Antonio Diana – e vorremmo fare in modo di proteggere quelle di piccola taglia, così che diventino pescabili al momento opportuno». Un’occasione per preservare la biodiversità dell’area che circonda l’ex isola carcere: da una parte difendendo quando ancora è troppo piccolo un crostaceo pescato per la sua bontà oltre che per l’alto valore economico; dall’altra consentendo di stimare la popolazione delle aragoste che si trovano nell’area marina protetta, così da valutare anche il loro stato di salute.

«I pescatori – afferma ancora Antonio Diana – avranno un ruolo importantissimo, perché consegneranno i crostacei sotto taglia pescati agli specialisti del Crama, a Cala Reale. I pescatori avranno un rimborso sul pescato a prezzo di mercato. Uno stimolo a consegnare le aragoste troppo piccole, così da preservare la specie, e dare un sostegno alla loro attività».

Saranno al Crama a occuparsi della rilevazione dei dati sulle aragoste, cioè il loro peso, la lunghezza del carapace, lunghezza totale, il sesso e la metodologia di pesca. Gli esemplari non commerciabili saranno così marcati e rilasciati dopo tre giorni. Le potenziali ricatture potranno fornire informazioni sui tassi di crescita e di spostamento rispetto alle zone di rilascio. Il dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università di Cagliari si occuperà della supervisione scientifica del progetto e dell’analisi dei dati.

Il progetto, preparato dagli uffici del Parco con il direttore Pierpaolo Congiatu e dell’area marina protetta con il direttore Vittorio Gazale, è stato avviato in questo mese di agosto in via sperimentale e riprenderà la prossima stagione

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Deroga alla pesca dell’aragosta, l’Asinara sarà
Deroga alla pesca dell’aragosta, l’Asinara sarà "off limits"

Il sindaco di Stintino critica la decisione della Regione e in qualità di vicepresidente del parco nazionale vieta la pesca nell’area marina protetta.

Una lettera pacata ma che esprime la massima contrarietà verso il decreto che, proprio ieri, l’assessore all’Agricoltura ha siglato aprendo, sino al 15 settembre, alla possibilità di pescare l’aragosta nei mari della Sardegna. A scriverla e inviarla al presidente Francesco Pigliaru, all’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e all’assessore alla Difesa dell’ambiente è il sindaco di Stintino Antonio Diana. Lo stesso, questo pomeriggio, nelle vesti di vicepresidente del Parco nazionale dell’Asinara ha anche vietato la pesca dell’aragosta nell’area marina protetta dell’isola parco.

Nella missiva indirizzata alla Regione il sindaco scrive che i motivi del disaccordo sono da ricercare nel fatto che «la proroga comporterà uno sforzo di pesca eccessivo concentrato nella stagione in cui inizia la deposizione delle uova, causando un importante danno agli stock ittici dell’aragosta».

Antonio Diana che nei giorni scorsi aveva già scritto alla Regione, invitando gli amministratori di viale Trento a non adottare la proroga, fa presente che «fatta eccezione per una esigua rappresentanza delle marinerie sarde, la maggior parte delle stesse, tra le quali anche quelle del comune di Stintino e del Nord Sardegna, si erano espresse totalmente contrarie a una deroga del fermo biologico

«La comunicazione e l’adozione del decreto regionale – prosegue – è avvenuta a ridosso della data di scadenza, non consentendo agli enti di poter disporre dei tempi tecnici per l’avvio degli atti di opposizione a tale decisione politica».

Il sindaco quindi è critico anche nei riguardi della motivazione con la quale è stata concessa la deroga, perché «si ritiene che tale sperimentazione sia del tutto evitabile in quanto, come dimostrato in passato, consente di ottenere scarsi risultati, e si dimostra nel complesso inefficace. A tale riguardo – afferma ancora – si sottolinea la possibilità di adottare metodologie alternative per ottenere sia i dati relativi alle giornate di prelievo che ai dati biometrici e biologici di ciascun esemplare di aragosta».

In conclusione di lettera il sindaco comunica che «in qualità di rappresentante legale del Parco nazionale dell’Asinara e dell’area marina protetta, valuterà le opportune attività da mettere in atto in opposizione a tale decreto».

E il primo atto non ha tardato ad arrivare. Nel primo pomeriggio Antonio Diana, dopo aver sentito le marinerie di Stintino e Porto Torres, ha siglato un atto di disposizione urgente con il quale ha vietato, all’interno dell’area marina protetta dove è ammessa l’attività dei pescatori, la pesca dell’aragosta (Palinurus elephas), dell’aragosta di fondale (Palinurus mauritanicus), dell’astice (Homarus gammarus) e della granseola (Maja squinado) dal 1° al 14 settembre. Dal 15 settembre 2016 resta fermo quanto stabilito dal decreto delle Regione del 29 agosto, con il quale si vieta appunto la pesca sino al 15 marzo 2017 e vengono previste altre prescrizioni.

Un atto necessario, si legge nel documento, perché «è attualmente in essere il ciclo riproduttivo delle specie in oggetto ed è perciò necessario garantire la sostenibilità del prelievo all’interno dell’area marina protetta dell’isola dell’Asinara».

 

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Il sindaco di Stintino Antonio Diana scrive alla Regione.

Stintino 16 agosto 2016«Un secco no alla proroga regionale per la pesca dell’aragosta perché costituirebbe un danno per il già provato ecosistema e per gli stock ittici dell’aragosta, condizionati da uno sforzo di pesca eccessiva». È la preoccupazione del sindaco di Stintino Antonio Diana che questa mattina ha scritto una lettera alla presidenza della giunta regionale e all’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente.

Il primo cittadino di Stintino scrive non soltanto nella sua veste di sindaco del paese costiero, dove sono presenti due aree Sic, ma anche di presidente del Parco dell’Asinara, dove è presente un’area marina protetta, e da pescatore, «perché per tanti anni ho esercitato la pesca all’aragosta».

«La proroga – riprende Antonio Diana – causerebbe un danno grave perché lo sforzo di pesca si concentrerebbe nel periodo in cui le aragoste iniziano a deporre le uova. In tale periodo i crostacei si muovono maggiormente sui fondali e si prestano a una più facile cattura.

E se è vero che in 180 giorni di pesca, a causa delle condizioni meteo i pescatori hanno lavorato soltanto 90 giorni, è altrettanto vero che le reti sono rimaste a mare e hanno continuato a svolgere la loro funzione di cattura.

Se il periodo canonico di pesca sarà prorogato, si andrà al periodo autunnale e invernale. Di conseguenza a causa di condizioni meteomarine avverse, tipiche di quei periodi, per diverse giornate non sarà possibile lasciare i porti, ma le reti – afferma ancora Antonio Diana – resteranno in mare, continuando a danneggiare gli stock ittici».

Secondo il sindaco di Stintino, «bisogna avere la consapevolezza che se nel breve si continua a incrementare lo sforzo di pesca, alla lunga i danni saranno ancora più gravi», conclude Antonio Diana.

Comunicato stampa del Comune di Stintino a cura di Andrea Bazzoni

 

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Alessandro Manconi porta a casa il premio Yamashita
Alessandro Manconi porta a casa il premio Yamashita

Cesta piena al “secondo trofeo Yamashita di pesca al calamaro”. Con un ricco bottino di pesca, 23 kg di calamari pescati dai 57 partecipanti iscritti alla gara coordinata dalla Lega navale italiana Sezione golfo dell’Asinara e con il patrocinio del Comune di Stintino, l’obiettivo degli organizzatori è stato raggiunto.
Le numerose famiglie, con tanti bambini al seguito, hanno espresso il meglio delle loro capacità sportive e la splendida giornata del 1° ottobre, con un mare piatto ha fatto il resto. Le 29 imbarcazioni, nel primo pomeriggio, sono uscite nel campo di gara individuato nel tratto di mare compreso tra Punta Negra e Punta d’Elici. Uno specchio d’acqua non particolarmente difficile e allo stesso tempo pescoso.

Alle 19 i partecipanti hanno fatto regolarmente ritorno al molo del porto Mannu con a bordo le loro prede. Alle 20 gli equipaggi si sono ritrovati al ristorante la Terrazza, al distributore Agip all’ingresso di Stintino, per le procedure di pesatura.

Ad aggiudicarsi il primo posto è stato Alessandro Manconi che ha portato a casa 3 kg di pescato e una canna da pesca Yamashita. Il secondo e terzo posto sono andati a Dario Agri e Stefano Moro che hanno portato alla bilancia dei giudici di gara 2,73 kg di calamari a testa. Il calamaro più grosso però, 344 grammi, è stato catturato da Giorgio Pintore che ha messo nella rete oltre 2,7 kg di molluschi. Un premio è andato anche ad Anna Canopoli, la prima donna classificata.
Soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori della Lega navale italiana Sezione golfo dell’Asinara e dal main sponsor del torneo, la Yamashita, che è riuscita in breve tempo a mettere in piedi una competizioni di pesca con un alto numero di partecipanti.

Fonte: Stintino Notizie

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