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Fornelli, dalle idee alla sua valorizzazione
Fornelli, dalle idee alla sua valorizzazione

A Cala Reale si è chiuso il workshop “Oltre il carcere” che ha fornito spunti per un riuso del compendio carcerario dell’Asinara

Il compendio di Fornelli come un libro di pietra, in grado di comunicare la storia, la coscienza dei luoghi e la memoria. Un posto da cui partire, con lo sguardo rivolto alla ricerca dei valori che può avere oggi per i giovani e per il futuro della stessa isola. Il workshop “Oltre il carcere” che si è chiuso oggi sull’isola dell’Asinara, organizzato dall’ente Parco e dal gruppo di ricerca Aimac del Politecnico di Milano a Cala Reale, ha voluto offrire un’idea di partenza per proporre un riuso e una valorizzazione dell’ex carcere di massima sicurezza che guarda il golfo dell’Asinara.

Un appuntamento nato con l’obiettivo di raccogliere idee e proposte, «grazie anche alle attività svolte dallo stesso Parco – ha sottolineato il vicepresidente Antonio Diana – che ha voluto condividerecon la Regione, il Ministero e il Comune di Porto Torres le linee programmatiche dell’ente». E tra queste proprio il recupero del «carcere di Fornelli che si candida a essere la porta sud del parco. Da qui – ha chiuso Antonio Diana – l’idea di organizzare dei tavoli di lavoro condivisi a più portatori di interesse proprio per trovare il meglio per l’isola».

Ecco allora che la base di partenza per un primo ragionamento è offerta dal piano del parco che, tuttavia, pone una serie di limitazioni proprio sulla gestione degli edifici che rappresentano la maglia carceraria dell’isola. Un piano nato nel 2010 che, come ha sottolineato il direttore del Parco Pierpaolo Congiatu, potrebbe anche essere modificato. «Così che – ha detto – si possa vedere quei luoghi come piccoli borghi», senza perdere il loro elemento principale e caratterizzante.

A fornire spunti potrebbero essere anche le buone pratiche avviate già in Europa, negli Stati Uniti ma anche in Italia. «Si tratta di riutilizzo di spazi – ha detto Marco Vannini componente del direttivo del Parco e docente universitario – non solo penitenziari, spazi di sofferenza come ospedali, ex manicomi, lazzaretti che oggi sono patrimonio controverso e che pongono gli stessi problemi». Questi, come il carcere di Fornelli e l’intero compendio gioca un ruolo importante «quello di costruire una coscienza critica del passato recente, ancora poco conosciuto – ha detto Francesca Lanz docente del Politecnico di Milano – un luogo che, con le sue tracce fisiche e materiali, deve essere utilizzato come punto di partenza per un percorso della memoria».

Un contributo al workshop è stato offerto anche da Federica Varenna e Marta Zilioli del Politecnico di Milano che hanno ripercorso in breve la storia del carcere di Fornelli. A chiudere la sessione mattutina dei lavori gli interventi di Mario Pittalis che ha portato l’esempio del recupero del carcere delle Murate a Firenze quindi quello di Isabella Inti che ha parlato di come si possa sperimentare vocazioni, reinventare immaginari non su ex carceri ma su comunità di cura.

I tre tavoli incentrati sul riuso temporaneo, sulla musealizzazione e sul riuso adattivo hanno posto l’accento sulla necessità di un intervento basato sul rispetto della memoria del luogo territorio e in stretta relazione con il territorio e i suoi attori. Un intervento che deve essere sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e culturale e che deve essere in grado di supportare un turismo lento e consapevole e promuovere iniziative riflessive. Si punterà adesso a individuare e fissare alcuni punti chiave e linee guida cui ispirarsi per l’avanzamento del processo di progettazione intrapreso dall’ente Parco. Un processo riguardante un “patrimonio difficile” sul quale sarà importante esprimere un punto di vista costruttivo.

Al workshop hanno partecipato i componenti del direttivo del parco, rappresentanti delle istituzioni regionali e operatori economici.

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Imposta di soggiorno, al via i corsi per gli operatori turistici
Imposta di soggiorno, al via i corsi per gli operatori turistici

Alla 19,30, in piazza dei 45, la distribuzione di gustose portate di pesce arrosto. Ad animare la serata la quindicesima edizione di “Note d’autore”

Sarà il profumo del pesce arrosto a richiamare, anche questa volta, turisti e non solo alla “Sagra del pescatore” edizione 2018. La piazza dei 45, sabato 23 giugno, si animerà con i volontari dell’associazione turistica Pro loco che già dalle prime ore del pomeriggio allestiranno l’area per la gustosa arrostita in programma a partire dalle ore 19,30.

Ritorna puntuale l’appuntamento con la sagra che, in questi anni è diventata un evento fisso che apre la stagione estiva stintinese. Organizzato dalla Pro loco, con il patrocinio del Comune, assessorato al Turismo guidato da Francesca Demontis, la manifestazione è anche occasione per la promozione delle produzioni tipiche della nostra isola.

Alle 18, infatti, si apriranno gli stand espositivi dell’artigianato che hanno sempre riscosso un forte interesse tra i visitatori.

Alle 19,30 spazio quindi alla distribuzione delle succulente portate di pesce, accompagnate da un bicchiere di vino bianco, acqua, un panino e una “tumbarella”, tipico dolce stintinese.

Ad animare la serata sarà la quindicesima edizione di “Note d’autore”, la rassegna musicale che ogni anno porta sul palco di Stintino artisti musicali di talento. La manifestazione è organizzata dalla Megachip Musica e Giulio Martinetti, in collaborazione con il Comune di Stintino e la Pro loco.

A partire dalle 21, introdotti da Giulio Martinetti e Sonia Sale, sul palco di piazza dei 45 si esibiranno Gabriele Masala, Claudia Sini, Simona Palmieri, Edoardo Usai, Materia Oscura, Alberto Atzori, Marta Pedoni, Maurizio Casu, Serena Schintu, The last Syndrome, Mr. Dru, Blackout family, Carletto e suoi mostri.

Fornelli “Oltre il carcere”
Fornelli “Oltre il carcere”

Il 21 giugno all’Asinara un workshop organizzato dal Parco in collaborazione con l’Aimac del Politecnico di Milano.

 L’area di Fornelli inserita in un progetto integrato di sviluppo di interesse sovralocale, che considera l’isola dell’Asinara una risorsa strategica per lo sviluppo del Nord Sardegna. Un insieme di azioni che consentono all’ex carcere di Fornelli di diventare “la porta del parco”. Una visione non certo utopistica che potrà essere approfondita attraverso il workshop “Oltre il carcere”, in programma a Cala Reale il 21 giugno prossimo alle ore 10. L’appuntamento è organizzato dal Parco nazionale dell’Asinara in collaborazione con il gruppo di ricerca Aimac del Politecnico di Milano, sotto la responsabilità scientifica di Francesca Lanz e Marco Vannini. 

L’evento è aperto a tutti gli enti, le lstituzioni e i soggetti privati che vorranno apportare un loro contributo, idee e proposte, sul tema della valorizzazione dell’area di Fornelli.

Obiettivo dell’incontro è raccogliere idee e proposte utili all’elaborazione di un programma di riuso e valorizzazione dell’ex carcere di Fornelli.

Il workshop, che si terrà alla Casa del Parco di Cala Reale, vedrà la partecipazione di un selezionato gruppo di stakeholders e soggetti istituzionali con cui saranno discussi e valutati scenari di riuso e valorizzazione del complesso di Fornelli.

«L’idea – afferma il presidente del Parco Antonio Diana – è quella di dare all’ex diramazione carceraria di Fornelli una nuova vita. Nella sua trasformazione non perderebbe di contenuto storico ma si arricchirebbe di una serie di caratteristiche e servizi che potrebbero rendere il centro sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e culturale; quindi in grado di supportare un turismo lento e consapevole».

Durante la mattina i contributi dei diversi relatori invitati a intervenire presenteranno il quadro storico-tecnico di riferimento e offriranno una panoramica di progetti ed esperienze di riuso, che costituiranno oggetto di riflessione e punto di partenza per i tavoli di lavoro tematici previsti per la sessione pomeridiana.

Tre i tavoli previsti, uno su “riuso temporaneo”, uno su “musealizzazione” quindi uno sul “riuso adattivo”.

I risultati emersi durante la giornata saranno quindi rielaborati e discussi dall’Ente Parco interagendo con un panel di esperti nel campo del restauro, della museografia, dell’architettura degli interni e dell’allestimento, della valutazione economica e della pianificazione territoriale e urbana.

Al termine del workshop verranno individuati e fissati alcuni punti chiave e linee guida cui ispirarsi per l’avanzamento del processo di progettazione intrapreso dall’Ente Parco. Un processo riguardante un “patrimonio difficile” sul quale tutti sono invitati a esprimere costruttivamente il proprio punto di vista.

 

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Il porto come collegamento tra paese e mare
Il porto come collegamento tra paese e mare

Presentati i progetti che hanno partecipato al concorso di idee per la riqualificazione dell’area portuale.

Un progetto che guarda all’utilizzo degli spazi, che crea un percorso di collegamento con i tre porti del paese, presta un occhio di riguardo al sistema dell’accessibilità e dà vita al lungomare, amplia la passeggiata sino ad arrivare al mare con una serie di terrazze e gradinate. È l’elaborato che si è aggiudicato il concorso di idee indetto dal Comune di Stintino, per l’acquisizione di proposte relative alla realizzazione dei lavori di riqualificazione del porto del paese e della ridefinizione del water-front del borgo storico.

Sabato mattina il museo della Tonnara di Stintino ha ospitato la presentazione delle prime tre idee progettuali che, insieme ad altre tredici, hanno partecipato al bando. In realtà, al concorso bandito a dicembre dall’amministrazione comunale hanno risposto in venti ma la commissione ne ha valutato ammissibili soltanto 16. E tutte sino a oggi, domenica 27 maggio, riprodotti in pannelli espositivi saranno in mostra sulla terrazza del museo di via Lepanto.

«Avevamo la necessità di mettere assieme una serie di progetti sull’area – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Antonella Mariani durante la presentazione – e l’obiettivo era dare una visione univoca e disegnare un nuovo water-front. Questo anche in considerazione delle esigenze che con il tempo si sono create.

«Il porto deve diventare l’elemento di congiunzione tra paese e mare, tra residenti e turisti, tra abitanti e fruitori, il naturale collegamento tra Stintino e l’Asinara», ha conlcuso.

I progetti selezionati – hanno spiegato l’ingegnere Giuseppe Mundula, responsabile del Servizio tecnico 2 del Comune di Stintino e presidente della commissione giudicatrice, e l’architetto Paolo Greco, responsabile del Servizio tecnico 1 e curatore del concorso – hanno risposto all’idea concettuale del bando, riorganizzare cioè gli spazi e le funzioni con ricadute anche sul centro storico. Il risultato sono state idee, brillanti e a volte anche audaci, che hanno riguardato il waterfront del centro storico cittadino rivolto a Est, con soluzioni per l’organizzazione e la riqualificazione dell’area portuale, intesa come insieme organico dell’infrastruttura portuale e del borgo.

«Si tratta di elaborati che portano un contributo importante – ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Francesca Demontis – e ci aiuteranno a portare avanti il progetto generale di valorizzazione dell’intera zona».

Il porto come collegamento tra paese e mare
Il porto come collegamento tra paese e mare

L’amministrazione, infatti, dispone già di un finanziamento di 1,5 milioni di euro per la riqualificazione dell’area e il progetto arrivato in prima posizione potrà costituire appunto il progetto di fattibilità tecnico economica. Punto di partenza per la progettazione definitiva ed esecutiva che potrà essere divisa in lotti.

Ad aggiudicarsi il primo posto è stata la proposta presentata dall’architetto Simone Langiu, capogruppo di un team multidisciplinare che vede all’interno anche la società Criteria di Cagliari.

Un progetto che, nell’area del woter-front, prevede una serie di rampe che consentono l’accesso al molo, quindi un nuovo sistema di servizi e un maggior numero di parcheggi, più ordinati, alla Marina di Stintino. Si aggiunge un nuovo molo traghetti per l’Asinara nell’area del faro che diventa un luogo di servizi e di incontro per i cittadini. Sulla spiaggetta Azzena sorge una sorta di tribuna-scalinata, centro di incontro anche in inverno. Quindi il ponte mobile per l’accesso al Porto Mannu e importante collegamento con l’area di Tanca Manna.

Al secondo posto si è classificata l’idea dell’architetto Massimo Alvisi, in qualità di legale rappresentante della Alvisi Kirimoto Partners srl e capogruppo dei una squadra di professionisti e della Milan Ingegneria srl di Milano. Al terzo posto il progetto dell’ingegnere Gabriele Tomiselli capofila di un numerosissimo gruppo multidisciplinare.

Al primo classificato sarà conferito il premio di 20mila euro, al secondo di 2.500 euro, al terzo di 1.200 euro. Premi in denaro anche per il quarto e quinto in classifica (800 e 500 euro rispettivamente) e menzioni per i progetti classificati al sesto e settimo posto.

Nella maggior parte dei progetti, in misura che talvolta ha fatto la differenza, si rafforzano le relazioni tra porto e centro storico. La creazione di passerelle e di percorsi verso il centro del paese sono stati usati per rappresentare questo legame. Spicca, in modo particolare, il ponte mobile che collega il paese con l’area portuale di Marina di Stintino. Una struttura che alcuni mettono in posizione più avanzata e altri più arretrata nella zona del porto Mannu. Un percorso che è assieme pedonale e ciclabile, nell’ottica di un progetto che vede Stintino al centro della mobilità sostenibile.

1987
Stintino ha il regolamento sull'utilizzo di spiagge e litorale
Stintino ha il regolamento sull'utilizzo di spiagge e litorale

Approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale prevede una serie di prescrizioni anche sul compendio della Pelosa.

Quattro pagine per otto articoli che disciplinano l’uso delle spiagge del Comune di Stintino e, in particolare, della spiaggia della Pelosa per la quale, da anni, l’amministrazione comunale ha avviato un percorso di salvaguardia e tutela. Il regolamento sull’uso delle spiagge e del litorale è stato approvato nei giorni scorsi a maggioranza dal consiglio comunale stintinese, con la minoranza che ha votato contro.

Il regolamento è stato presentato dall’assessora ai Lavori pubblici Antonella Mariani, durante l’ultima seduta dall’assemblea civica. È stata la rappresentate della giunta di Antonio Diana a sottolineare come il regolamento nasca dall’esigenza di rendere i lidi stintinesi fruibili da tutti, nel rispetto dei luoghi e dei cittadini. Quindi, per quanto riguarda la Pelosa, per avviare un percorso di corretto utilizzo, finalizzato alla sua salvaguardia.

Il documento, suddiviso in tre capi, oltre alle disposizioni generali con le previsioni di chi deve operare i controlli – la polizia municipale i barracelli, compresi i fornitori di servizi di vigilanza privata, con compiti di ausilio rispetto alla polizia locale – comprende una parte generale sulle prescrizioni relative all’utilizzo delle spiagge, previste dalle ordinanze regionali in materia, quindi una particolare dedicata alle prescrizioni per la tutela del compendio ‘Spiaggia La Pelosa’.

Sei i punti dell’articolo 5 che regolano il tratto di arenile che va dalla discesa di Maestrale alla spiaggia posta difronte all’isolotto della torre.

Viene cosi consentito l’utilizzo degli asciugamani solo se posati su apposite stuoie che non raccolgano la sabbia. È consentito fumare soltanto su viale La Pelosa, nonché nelle immediate adiacenze delle apposite strutture posacenere installate e recanti lo stemma o altro segno identificativo comunale. I concessionari dovranno installare posacenere a servizio degli utenti dell’area occupata. I fruitori della spiaggia dovranno utilizzare apposite postazioni di risciacquo piedi – che saranno installate all’uscita delle passerelle – prima di lasciare la spiaggia per evitare l’asportazione della sabbia. Sarà vietato l’uso di saponi o detergenti.

Il regolamento, inoltre, ribadisce il divieto di transito sulle dune che in questi anni, grazie all’azione dell’amministrazione comunale che ha installato passerelle e barriere protettive, sono in gran parte “rinate”.

Si vieta quindi l’utilizzo e l’asporto delle barriere a protezione delle dune, oltre che l’esercizio del commercio, compreso quello itinerante nonché l’esercizio di attività artigianali, artistiche e similari, sia in forma fissa che itinerante.

Diverse le tipologie e l’entità delle sanzioni con somme che, per la violazioni delle prescrizioni al Capo II del regolamento, arrivano sino ai 3mila euro come prevede il codice della navigazione. Quelle previste per le violazione delle norme previste al Capo III vanno dai 25 ai 500 euro e saranno determinate dalla giunta comunale.

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120 giorni per ridare splendore alla costruzione cinquecentesca che guarda il golfo dell’Asinara.

Sono iniziati in questi giorni i lavori che daranno un nuovo look alla torre di Capo Falcone. L’impresa Serf Costruzioni srl, che ad aprile si è giudicata la gara per le opere di restauro conservativo, consolidamento statico e messa in sicurezza della costruzione cinquecentesca, mercoledì ha iniziato la pulizia e l’allargamento della strada per consentire ai mezzi di raggungiere la torre. A disposizione per terminare i lavori ci sono 120 giorni, dal momento dell’apertura del cantiere, mentre i fondi per rimetterla in sesto ammontano a circa 79mila euro.

Gli interventi sulla torre che guarda sul golfo dell’Asinara serviranno a mitigare i processi di degrado e dissesto avvenuti negli anni, che hanno portato in questi tempi a distacchi e crolli, anche importanti, di molte parti della struttura originaria.

Al via i lavori per il recupero della torre di Capo Falcone
Al via i lavori per il recupero della torre di Capo Falcone

In inverno è crollata la garitta costruita sul tetto della torre e il brutto tempo dei mesi scorsi ha provocato la caduta dell’architrave della porta d’ingresso, oltreché della muratura sovrastante.

«La ristrutturazione della torre – afferma l’assessora ai Lavori pubblici Antonella Mariani – per noi è importante. La costruzione ci guarda da lì da sempre, ci rappresenta e custodisce la nostra storia. Abbiamo a cuore il recupero delle memorie che i nostri avi ci hanno lasciato. In questi anni la torre ha subito una serie di vicissitudini e vorremmo che riprendesse il suo splendore. E con l’aiuto della Soprintendenza potremo renderla di nuovo visitabile».

I lavori quindi consentiranno di rimettere a posto la copertura, chiudere il buco lasciato dal crollo e ripristinare l’ingresso. Importanti anche gli interventi di muratura all’esterno della torre per reintegrare la parti cadute al suolo.

L’obiettivo generale dell’amministrazione comunale guidata da Antonio Diana è la riqualificazione dell’intera area di Capo Falcone come attrattiva turistica, come centro studi per la salvaguardia e il recupero degli habitat naturali della fauna e della flora locali e come punto di osservazione naturalistico-faunistica per il “Santuario dei Cetacei”.

Al via i lavori per il recupero della torre di Capo Falcone
Al via i lavori per il recupero della torre di Capo Falcone

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