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Ungheria

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«Non nemici ma vittime della guerra»
«Non nemici ma vittime della guerra»

Concluso sull’Asinara il viaggio dell’ambasciatore della pace in bicicletta. A Cala Reale una breve cerimonia con i sindaci di Stintino e Porto Torres per commemorare i profughi e prigionieri che morirono da deportati sull’isola durante la Grande Guerra

Una manciata di terra d’Ungheria dispersa all’ingresso dell’ossario austroungarico di Campu Perdu, «perché anche gli eroi che sono morti qui all’Asinara possano riposare sotto la terra della loro patria». Così con una piccola cerimonia l’ambasciatore della pace in bicicletta, Jozsef Zelei, questa mattina, assieme al sindaco di Stintino e quello di Porto Torres, ha concluso il suo lungo tour che, da agosto di quest’anno, lo ha portato a compiere 3.850 km. Un viaggio sulla rotta della “Marcia della morte”, quella compiuta nel 1914 dai soldati magiari prigionieri di guerra che, con altri prigionieri e profughi, furono portati sull’Asinara. Arrivarono 27mila prigionieri di 16 etnie, distribuiti in vari campi sull’isola, e in 6mila trovarono la morte.

«Questo è il mio quarto anno in bici per la commemorazione della prima guerra mondiale – ha detto Jozsef Zelei durante l’incontro con le autorità alla Casa del Parco, a Cala Reale –. Ho viaggiato lungo le linee di combattimento in Francia ma non ho mai visto un popolo, come quello italiano, che tenesse tanto a ricordare i suoi caduti in guerra. Sono sicuro che quei soldati non fossero nemici ma vittime della guerra e la giornata di oggi, che ci vede qui assieme, lo dimostra. Quella guerra non ci ha messi gli uni contro gli altri ma ci ha resi piu vicini e amici».

Quello di Jozsef Zelei, 55 anni di Budapest, è un viaggio iniziato nel 2014, in occasione del centenario della Grande Guerra.

«Siamo orgogliosi – ha detto Antonio Diana, vicepresidente del Parco e sindaco di Stintino – che questa iniziativa si inserisca nel progetto che il Comune di Stintino, con quello di Porto Torres, con il Parco e l’Università di Sassari, ha avviato proprio nel 2014. Un progetto nato per commemorare proprio i profughi e i prigionieri che qui trovarono la morte. È evidente che il recupero di questa memoria è servito», ha concluso.

«I vostri concittadini – ha aggiunto il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler ringraziando Jozsef Zelei per l’iniziativa – riposano in un luogo di pace, silenzio e bellezza. In queste occasioni, assieme ai nostri fratelli condividiamo lo strazio che il mondo intero ha vissuto in quegli anni».

Jozsef Zelei quindi ha donato al Parco il “Baule del soldato” che, benedetto da Papa Francesco, contiene alcuni ricordi del lungo viaggio compiuto dal ciclista ungherese.

A Cala Reale quindi, accanto alla cappella austroungarica, è stata scoperta una stele in legno che il ciclista della pace ha donato al Parco. E su questa, che riporta una incisione in italiano e ungherese per ricordare i soldati magiari, le autorità hanno legato alcune fascette tricolori in segno di condivisione solidarietà con l’iniziativa.

Cala Reale ha rappresentato la conclusione della tappa sull’isola parco. Alle 10 questa mattina, il ciclista della pace a Fornelli è salito in sella alla sua bicicletta e, accompagnato da una rappresentanza dell’associazione Ciclisti turritani, ha percorso i 13 km che separano il vecchio carcere dalla sede del Parco. Un’occasione per conoscere l’isola e vedere da vicino le bellezze del parco e i luoghi che, un tempo, furono i luoghi del dolore.

Alla giornata hanno partecipato il capo di gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo Ninni Chessa, che ha portato i saluti delle istituzioni regionali, il console dell’ambasciata ungherese a Roma Heinz Tamas e l’assessora al Turismo del Comune di Sennori Elena Cornalias.

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3800 km in bicicletta per portare un messaggio di pace
3800 km in bicicletta per portare un messaggio di pace

A Stintino il ciclista ungherese partito da Budapest per commemorare i soldati magiari che da prigionieri persero la vita sull’isola dell’Asinara durante la Grande Guerra. Mercoledì sarà a Porto Torres e giovedì sull’isola parco

E’ arrivato in sella alla sua bicicletta sino all’ingresso del palazzo comunale dove, ad attenderlo, c’erano il sindaco Antonio Diana, i consiglieri comunali, il direttore e una rappresentanza del consiglio direttivo del Parco dell’Asinara. Una stretta di mano e un abbraccio per salutare un’impresa che, arrivata quasi alla conclusione, porta con sé un messaggio di pace per tutti i popoli. Questa mattina Jozsef Zelei, il ciclista che è stato soprannominato l’ambasciatore della pace in bicicletta, è arrivato a destinazione.

Ha impiegato circa un mese per compiere il tragitto da Budapest a Stintino. Dalla partenza, avvenuta il 24 agosto scorso, all’arrivo oggi nel paese turistico ha percorso circa 3850 km. Il suo progetto era quello di percorrere in bicicletta il tragitto dall’Ungheria all’Asinara, seguendo la via che dovettero intraprendere i prigionieri di guerra magiari durante il primo conflitto mondiale, quando furono deportati appunto sull’isola dell’Asinara.

«Nel mio lungo viaggio – ha raccontato Jozsef Zelei in sala consiliare – ho incontrato tante persone che hanno sempre espresso una testimonianza e il desiderio di pace. Non si pensa più a quanto successo 100 anni fa, ma in quei territori dove i nostri padri si guardarono dalla trincee adesso la voglia di pace è tanta».

Il primo cittadino ha sottolineato come «questo progetto arricchisce quello sviluppato nel 2014 dall’amministrazione comunale, in occasione dei cento anni della Grande Guerra, e che ha ricordato i prigionieri che persero la vita sull’Asinara. Da quel progetto, di cui fanno parte anche il Comune di Porto Torres e l’Università di Sassari, è nata – ha sottolineato Antonio Diana – anche una collaborazione tra l’ateneo turritano e quello di Belgrado».

Tra sindaco e ciclista della pace quindi uno scambio di doni e la firma del primo cittadino, degli assessori e dei consiglieri sul “libro della riconciliazione”, che documenta tutti gli incontri che Jozsef Zelei ha avuto in questo suo lungo viaggio.

Domani 27 settembre, Jozsef Zelei sarà a Porto Torres per incontrare l’amministrazione comunale. Nel pomeriggio, alle 16, sarà ad Alghero per un incontro con la delegazione catalana.

Giovedì 28 settembre, infine, la delegazione ungherese si sposterà sull’isola dell’Asinara, dove sarà scoperta la scultura in legno che l’ambasciatore della pace in bicicletta ha voluto donare per commemorare gli ungheresi che, da deportati, morirono sull’isola.

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A palazzo comunale l’incontro con l’amministrazione. Mercoledì sarà a Porto Torres e ad Alghero quindi giovedì sull”Asinara per la commemorazione dei soldati ungheresi che morirono sull’isola durante la Grande Guerra

“L’ambasciatore della pace in bicicletta”, l’ungherese Jozsef Zelei, domani, 25 settembre, sarà ricevuto a Stintino dal sindaco Antonio Diana. Il ciclista lo scorso 24 agosto ha iniziato un progetto che, sulla sua due ruote, lo ha portato in viaggio da Budapest all’Asinara, seguendo il percorso che dovettero affrontare i prigionieri di guerra ungheresi durante il primo conflitto mondiale, quando furono deportati appunto sull’isola dell’Asinara.

Domani alle ore 10, nel palazzo comunale di via Torre Falcone, sindaco, assessori e consiglieri daranno il benvenuto a Jozsef Zelei che sarà accompagnato da una delegazione ungherese e dal console onorario in Sardegna Gabor Pinna.

L’incontro sarà l’occasione per “l’ambasciatore della pace in bicicletta” per illustrare all’ammnistrazione comunale la sua iniziativa.

Il ciclista da 14 anni gira il mondo in bicicletta e, sino a oggi, in sella alla sua due ruote ha percorso 70mila km, ha visitato cinque continenti, 73 paesi e più di mille città. E in questo suo lungo viaggio, nel 2016 ha incontrato anche Papa Francesco.

Mercoledì mattina, invece, alle ore 10, Jozsef Zelei sarà a Porto Torres dove incontrerà l’amministrazione comunale turritana. Nel pomeriggio, alle 16, sarà ad Alghero per un incontro con la delegazione catalana.

La mattina di giovedì 28 settembre, infine, la delegazione ungherese si sposterà sull’isola dell’Asinara. Qui, nella sala riunioni della sede del Parco, Jozsef Zelei presenterà la sua iniziativa e racconterà la sua esperienza. Alle 11,30 sarà scoperta la scultura in legno che l’ambasciatore della pace in bicicletta ha voluto donare per commemorare gli ungheresi che, da deportati di guerra, morirono sull’isola.

Alle 14 è prevista una ciclopedalata con gruppi locali e nel pomeriggio il rientro.

Gli incontri e la commemorazione sull’isola dell’Asinara saranno documentati dai media ungheresi quindi trasmessi sui più importanti canali televisivi magiari.

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In bici da Budapest all'Asinara per un messaggio di pace
In bici da Budapest all'Asinara per un messaggio di pace

La prossima settimana l’iniziativa di un cittadino ungherese per commemorare i profughi ungheresi deportati sulla ex isola carcere durante la Grande Guerra.

Da 14 anni gira il mondo in bicicletta e, sino a oggi, in sella alla sua due ruote ha percorso 70mila km, ha visitato cinque continenti, 73 paesi e più di mille città. E in questo suo lungo viaggio, nel 2016 ha incontrato anche Papa Francesco. Si tratta di Jozsef Zelei, ungherese, per questo suo pellegrinare, che lo ha portato in tutti i paesi dell’Europa, in America del Nord e in quella del Sud, in Australia e in Nuova Zelanda, è stato soprannominato l’ambasciatore della pace in bicicletta. Nei prossimi giorni, tra il 26 e il 28 settembre, sarà a Stintino e sarà ricevuto dal sindaco Antonio Diana.

La tappa stintinese si inserisce all’interno del progetto che Jozsef Zelei ha avviato lo scorso 24 agosto: percorrere in bicicletta il tragitto da Budapest all’Asinara, seguendo il percorso che dovettero affrontare i prigionieri di guerra ungheresi durante il primo conflitto mondiale, quando furono deportati appunto sull’isola dell’Asinara.

Stintino, Porto Torres e l’Asinara rappresentano quindi la tappa finale del viaggio che lo ha visto toccare Budapest, Szeged, Subotica, Belgrado, Nis, Propukije, Kursumlija, Podujevo, Pristina, Prizen, Debar, Struga, Elbasan, Divjake, Vlore, Brindisi, Capistrano, Vittoria, Malta, Palermo, Cagliari.

Il progetto dell’ambasciatore della pace in bcicletta si intreccia con la ricorrenza del centenario della Grande Guerra. Nel 2014, infatti, il ciclista ungherese ha percorso le frontiere orientali e sud occidentali dell’Europa, compresi il luoghi dove vennero scavate le trincee.

Un progetto che, inoltre, bene si lega a quello che anche Stintino ha avviato proprio nel 2014, per i cent’anni della prima guerra mondiale. Stintino, a luglio del 2014, con il convegno “Commemorazioni di pace: i profughi serbi e i prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara” ricordò uno tra gli episodi più tristi di quella fase storica. Una vicenda che è ancora poco nota a molti e che si svolse proprio sull’isola dell’Asinara.

Il programma della visita di Jozsef Zelei prevede l’arrivo a Stintino il 26 settembre e l’incontro con il sindaco quindi il 27 a Porto Torres con l’amministrazione comunale e il 28 settembre il trasferimento sull’isola dell’Asinara, dove il ciclista ungherese ha chiesto di poter erigere una piccola lapide per commemorare le vittime ungheresi della Prima Guerra Mondiale. All’evento è prevista la presenza del primo consigliere dell’ambasciata ungherese a Roma, il console onorario in Sardegna Gabor Pinna.

Tutto il percorso – ha fatto sapere l’ambasciatore della pace in bicicletta in una lettera inviata al sindaco Antonio Dina – sarà documentato dai media ungheresi, così come la commemorazione sull’isola di Asinara quindi trasmessa sui più importanti canali ungheresi.

Una occasione per valorizzare la memoria storica di un popolo e quella di un’isola, l’Asinara che, come la Sardegna, lontana dalle battaglie che si combattevano in Europa durante il primo conflitto mondiale, fu protagonista suo malgrado di episodi dolorosi. Una parte di storia della Grande Guerra forse ancora poco conosciuta e che vide uomini, di nazionalità diverse, condotti sull’Asinara con profughi o prigionieri. Tra questi anche tanti ungheresi. E l’incontro di oggi, prima a Stintino e poi sull’isola parco, del Presidente della Repubblica di Ungheria Janos Ader, ha voluto rappresentare l’occasione per ricordare quanti da quei campi di prigionia non fecero più ritorno. Per settemila fu un viaggio di sola andata.

“Per anni il segreto dell’Asinara è rimasto custodito nelle tombe costruite sull’isola – ha detto il presidente della Repubblica ungherese Janos Ader -. La guerra ha rappresentato una minaccia per le viarie comunità. E fu grande la cecità che portò milioni di persone ad andare in guerra perché qualcuno non aveva capito che la guerra non è grandiosa ma orribile”. Alla fine del Conflitto tra i magiari si contarono oltre 1 milione di perdite.

“Abbiamo voluto portare avanti una ricerca storico-scientifica – ha detto il sindaco di Stintino Antonio Diana – per far conoscere cosa avvenne in quel periodo, tra il 1915 e il 1916, sull’isola dell’Asinara. Un episodio poco conosciuto quello che vide arrivare sull’isola oltre 27.000 persone, tra profughi e prigionieri. Uomini per lo più malati che vennero su questo territorio. E questo fu il grande contributo di ospitalità che questa terra seppe dare. È vero, in 7.000 persero la vita ma oltre 22.000 riuscirono a tornare alle loro famiglie”.

E il primo cittadino ha voluto presentare al Presidente Janos Ader un estratto della ricerca storica. “Siamo pronti a proseguire la ricerca con i vostri studiosi”, è stato l’auspicio di Antonio Diana. “A nome del governo ungherese – gli ha risposto il Presidente magiaro – vi daremo tutto l’aiuto necessario. Porterò il messaggio all’Accademia delle Scienze perché i nostri studiosi affrontino questa ricerca”.

A portare i saluti del governo italiano è stato il sottosegretario di Stato alla Difesa Domenico Rossi che ha sottolineato come con l’incontro di oggi si sia consolidato un cammino di unione. È stato invece Gianmario Demuro a portare i saluti del presidente della Regione Francesco Pigliaru e ha sottolineato la valenza del progetto “Commemorazioni di pace” portato avanti dal Comune di Stintino assieme ad altri enti. “È un’iniziativa di grande valore –ha detto l’assessore Demuro – per far conoscere alle giovani generazioni quello che è successo all’Asinara 100 anni fa. Un progetto di educazione alla pace che porterà sicuramente concreti risultati”.

Dopo l’inaugurazione al nuovo museo della Tonnara di Stintino della mostra storico-scientifica “Vita e morte dei prigionieri austro-ungarici sull’isola dell’Asinara, una crisi umanitaria”, nel primo pomeriggio sull’isola parco è stato inaugurato il monumento ai caduti ungheresi, installato vicino alla cappella austro-ungarica di Cala Reale. Sul parco quindi la visita è proseguita al cimitero al cimitero di Campo Faro, all’ossario di Campo Perdu quindi a Fornelli.

All’evento hanno partecipato anche i sindaci dell’area vasta, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il prefetto di Sassari Giardina e le autorità civili, militari e religiose del territorio.

Al museo della Tonnara il ministro della Difesa ungherese, Istvan Simiscko, ha portato i saluti del suo governo. Sull’isola dell’Asinara, dopo i saluti del sindaco di Porto Torres Sean Wheeler e del presidente del Parco nazionale Antonio Diana, il monumento, progettato dall’ingegnere Fortunato Schiaffino e realizzato dall’artista Giuseppe Sanna, è stato benedetto dall’ordinario militare ungherese Laszlo Biro.

Fonte: www.andreabazzoni.it

Sarà il Presidente della Repubblica ungherese a inaugurare il 17 maggio la stele commemorativa che sarà installata sull’isola dell’Asinara, in prossimità della piccola cappella austro-ungarica di Cala Reale. La conferma della visita di Janos Ader è arrivata nei giorni scorsi e a Stintino fervono i preparativi per l’importante visita. Per l’occasione, il sindaco Antonio Diana ha esteso l’invito a partecipare agli incontri ai sindaci della rete metropolitana.

Il monumento, alla realizzazione del quale hanno lavorato alcuni artisti ungheresi, è stato installato nei giorni scorsi a Cala Reale. L’opera riproduce una parte del “piccolo blasone d’Ungheria” che è anche presente nella bandiera nazionale ungherese.

La visita del Presidente della Repubblica di Ungheria si inserisce all’interno del progetto “commemorazioni di pace” che vede impegnati nella valorizzazione della memoria storica dell’isola dell’Asinara il Comune di Stintino, capofila dell’iniziativa, il Comune di Porto Torres, il Parco nazionale dell’Asinara e l’Università di Sassari.

Un progetto nel quale il Comune di Stintino crede fermamente e un esempio sono i due convegni storici e culturali a carattere internazionale, organizzati negli ultimi due anni dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Diana.

L’isola dell’Asinara tra il 1915 e il 1916 fu il teatro di episodi dolorosi. La prima guerra mondiale segnò l’Europa e il mondo, con un numero elevato di morti, e sconvolse l’aspetto del Vecchio Continente. La Sardegna non fu toccata direttamente dalla Grande Guerra ma ospitò uno degli episodi più tristi di quel periodo. Una vicenda che è ancora poco nota a molti e che si svolse appunto sull’isola dell’Asinara dove, tra Fornelli e Cala Reale sino all’estrema punta nord dell’isola, furono allestiti campi di profughi serbi e di prigionieri di guerra austro-ungarici. Sull’isola ne arrivarono circa 27mila. Qui morirono a migliaia, decimati dalle malattie, e i loro resti riposano nell’ossario realizzato a Campu Perdu, nei pressi di Cala Reale.

Durante il suo viaggio, il Presidente Janos Ader visiterà Stintino, con tappa al nuovo museo della Tonnara dove sarà inaugurata la mostra storico-scientifica “Vita e morte dei prigionieri austro-ungarici sull’isola dell’Asinara (1915-1916) – una crisi umanitaria”.

È previsto il trasferimento sull’isola dell’Asinara, quindi una prima tappa a Cala Reale, alla cappella austro-ungarica e alla stele commemorativa. Un passaggio al cimitero storico di Campo Faro e poi la visita all’Ossario di Campu Perdu, dove sono raccolti i resti dei prigionieri deceduti durante la prigionia sull’isola dell’Asinara. La visita al sito di Tumbarino chiuderà il viaggio sull’isola.

Fonte: www.andreabazzoni.it

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