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Sardegna: tre proposte per risollevare la testa

Calo abbastanza diffuso di presenze, con poche eccezioni, crollo dei fatturati durante la stagione estiva appena conclusa quindi malumore della clientela per i prezzi praticati dalle compagnie marittime: sono alcuni dei dati emersi nel sondaggio effettuato dal Centro di assistenza tecnica della Confesercenti Sardegna su 445 imprese sarde del settore turistico sull’andamento della stagione estiva nell’isola: 150 alberghi, 70 guide turistiche, 25 campeggi e 200 pubblici esercizi della ristorazione i soggetti intervistati. Quindi la presentazione di tre proposte alla Regione, subito prese in considerazione dall’assessore al Turismo Luigi Crisponi.

«È stato un bagno di sangue», ha commentato Marco Sulis, presidente regionale della Confesercenti, prima di illustrare i risultati del sondaggio. Il risultato e che «le presenze negli hotel sono diminuite per quasi il 62 per cento degli operatori, nei campeggi il calo ha interessato il 93 per cento dei casi. Per quanto riguarda ristoranti e bar, il numero dei clienti è diminuito per il 63 per cento degli esercizi sardi». I risultati dell’indagine sono stati presentati da Carlo Amaduzzi, presidente regionale di Asshotel; Sandro Salerno, presidente dell’Assoturismo di Nuoro e Ogliastra; e Simonetta Caredda, delegata Fiepet Cagliari (settore ristorazione).

«Noi, però – ha sottolineato con forza Marco Sulis – non vogliamo fermarci a una mera elencazione di dati, e soprattutto non possiamo permetterci di essere delusi o, peggio ancora, arrabbiati. Noi siamo imprenditori, perciò dobbiamo reagire immediatamente alla crisi – che c’è stata, è innegabile, e non è neppure terminata – e riportare la Sardegna ad essere la perla del Mediterraneo. Abbiamo tutte le potenzialità per riuscirci, ma non bastano più le sole risorse ambientali per attrarre i turisti». La conferenza stampa di oggi, infatti, è servita a soprattutto a presentare tre proposte che la Confesercenti Sardegna gira alla Regione perché le faccia sue.

Turismo in crisi, sondaggio di Confesercenti
Turismo in crisi, sondaggio di Confesercenti

La prima proposta è quella dell’istituzione di una vera flotta navale sarda, al di là delle sigle Tirrenia e Saremar. «A tal proposito – ha detto ancora Marco Sulis – la Confesercenti Sardegna sta portando avanti l’idea di un “private equity”, in modo tale che tutti i privati interessati (siano essi persone fisiche o imprese) possano parteciparvi. L’obiettivo finale è quello di capitalizzare – con una quota di maggioranza – la Flotta Sarda SpA che la Regione intende costituire».
La seconda proposta è la creazione della Sardegna Tourist Card. Questo progetto, che la Confesercenti vorrebbe estendere alle altre Associazioni datoriali e di categoria, deve prevedere il totale coinvolgimento della Regione attraverso l’Assessorato del Turismo.

Nella terza proposta della Confesercenti «la Regione deve investire pesantemente sulla formazione del personale. Attenzione – precisa il presidente Sulis –, non parliamo di alta formazione, bensì della formazione spicciola, quella che si richiede a un front office: camerieri, commessi dei negozi, impiegati che lavorano negli sportelli a contatto con i turisti, devono conoscere almeno la lingua inglese. Poi sono indispensabili i corsi di comunicazione e di corretto approccio con la clientela»
«Non possiamo permetterci un’altra stagione come quella che si è appena conclusa – dichiara infine Sulis –. Certe decisioni vanno prese adesso. Non abbiamo un solo minuto da perdere, e spero che la classe politica abbia percepito l’emergenza».
«Prendiamo atto dei suggerimenti della Confesercenti, e naturalmente li condividiamo ampiamente, soprattutto per il semplice motivo che sono confermativi delle strategie dell’assessorato così come siamo d’accordo su ogni proposta utile che vada verso il rafforzamento del comparto turistico». E’ la risposta arrivata dall’assessore regionale del Turismo, Luigi Crisponi, all’analisi della stagione turistica compiuta dalla Confesercenti regionale.
«In particolare – ha aggiunto Crisponi – andiamo ripetendo da mesi che non vi potrà essere rilancio e ripartenza del turismo senza trasporti marittimi efficienti con tariffe equilibrate. Al momento, la soluzione Saremar ha rappresentato un laboratorio di qualità. Il suo potenziamento può dare solo benefici alla Sardegna».

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Il piccolo paese di Stintino nacque nel 1885 quando il governo italiano decise di trasformare l’Asinara in una colonia penale e “sfrattare” quindi tutti gli abitanti dell’isoletta, che si trasferirono nel vicino promontorio di Capo Falcone, dando vita a Stintino.
Il piccolo villaggio di pescatori oggi è diventato una meta turistica molto apprezzata per chi trascorre le vacanze in Sardegna, per la bellezza straordinaria dei paesaggi.
La particolare bellezza della penisola di Stintino è data dalla varietà di paesaggi, che alternano scogliere a picco sul mare, spiagge sabbiose e aree naturali.

Vacanze in Sardegna: Stintino
Vacanze in Sardegna: Stintino

La Spiaggia de la Pelosa è considerata una delle più belle della Sardegna grazie alla sua fine sabbia bianca, mentre nella vicina Baia della Pelosetta si trova una torre aragonese del 1500.
Oltre alle spiagge più note ai turisti, Stintino vanta numerose altre spiagge di grande bellezza, come la Spiaggia Salina, che deve il suo nome appunto alle saline utilizzate dai monaci nel XIII secolo d.C.
Certamente suggestiva Cala Luna, per accedere alla spiaggetta, infatti, è necessario scendere attraverso un sentiero di rocce colorate.
Il paese deve il suo nome dalla piccola baia, simile ad un fiordo, su cui si è sviluppato il paese e che in dialetto si chiama appunto isthintìnu (o sthintìnu).
Gli appassionati di birdwatching e tutti coloro che desiderano ammirare un paesaggio incontaminato, dovrebbero recarsi al vicino allo Stagno di Casaraccio o allo Stagno di Pilo, delle aree umide naturali dove vivono magnifici uccelli come il Falco Pescatore, il Fenicottero e la Gabbianella.

Particolare ed originale, infine, il Museo della Tonnara mostra come vive e come viene pescato il tonno.

Il consiglio comunale di Stintino nei giorni scorsi ha detto sì al progetto di fattibilità sulla spiaggia della Pelosa. Con nove voti favorevoli e due astenuti (minoranza) è passata la pratica che adesso consentirà al Comune di procedere con il progetto definitivo ed esecutivo per l’eliminazione della strada della Pelosa che dovrà essere presentato in Regione per la Via, la valutazione di impatto ambientale.
Si avvicina quindi sempre di più il progetto di “chirurgia ambientale”, in grado di recuperare la spiaggia e riportare a patrimonio del sistema anche quelle dune a monte della strada e che potrebbero rappresentare il polmone della spiaggia.
Lo studio di fattibilità e il progetto preliminare è stato elaborato dall’Ati (che si è aggiudicata il bando di gara a valenza comunitaria) che vede uniti assieme lo studio di ingegneria Criteria srl di Cagliari (capofila), lo studio associato di ingegneria Prima di Livorno e la società cooperativa Ambiente di Carrara. Il progetto preliminare è stato presentato in un consiglio comunale aperto il 21 luglio scorso.

Spiaggia della Pelosa
Spiaggia della Pelosa

Il progetto presentato a luglio è arrivato a compimento di un percorso avviato dall’amministrazione comunale per il recupero della spiaggia gioiello del paese, e prevede la rinaturalizzazione delle dune e, lì dove necessario, anche l’esproprio di alcune aree interessate dal sistema dunale.
«Si tratta di un progetto da monitorare in maniera costante – ha detto il capogruppo di minoranza Alessandro Maggiolo nel suo intervento in consiglio comunale – perché non possiamo permetterci errori sulla Pelosa. Spero che questa amministrazione venga ricordata per quello che sta facendo e non per un errore sulla nostra spiaggia», ha concluso il consigliere.
«Si tratta di uno studio di fattibilità – ha precisato il presidente del Consiglio Gavino Pippia – non è un definitivo né un esecutivo, nei quali sarà necessario scendere maggiormente nei dettagli. Credo che l’amministrazione dovrà occuparsi di questo aspetto e lo farà».

Lo studio di fattibilità e il progetto preliminare
Lo studio di fattibilità e il progetto preliminare sono costati all’amministrazione stintinese circa 40mila euro. L’opera nel suo complesso invece ha un costo che, considerando l’Iva, supera i 16 milioni e mezzo di euro. E’ possibile che si possa procedere per stralci funzionali da importi più bassi (circa 5 milioni di euro), e il primo intervento al quale sta pensando l’amministrazione è quello che prevede lo smantellamento della strada asfaltata, a partire dall’altezza della spiaggia del Gabbiano sino alla spiaggia della Pelosaetta. Quindi ancora è prevista la realizzazione della viabilità alternativa lungo tutta la strada di Capo Falcone e il recupero del sistema dunale. A questa dovrà aggiungersi la necessaria ricostruzione della vegetazione. A monte, nella lottizzazione di Roccaruja, è prevista la realizzazione di un parcheggio in grado di ospitare circa 500 autovetture, un numero che comunque potrebbe essere rivisto anche in previsione di un possibile contingentamento degli accessi alla spiaggia. Sarà quindi un sistema di passerelle sopraelevate in legno a collegare la zona retrostante con la Pelosa e tutto il litorale dalla spiaggetta dell’Approdo sino al piazzale a nord che guarda l’isoletta della torre della Pelosa.
Le zone più lontane, lungo la strada di Capo Falcone, saranno collegate invece con un sistema di navette che condurranno i bagnanti sino all’accesso con le nuove passerelle in legno che sostituiranno la strada.

Gli studi dell’Icram (ora Ispra)
Grazie alle ricerche avviate nel 2004 con l’allora Icram (ora Ispra) della spiaggia gioiello del paese e della Sardegna si conoscono alcuni fenomeni e si hanno a disposizione dati importanti come quelli geologici, quindi la correntometria, la vegetazione, la topografia, lo stato ambientale e la mineralogia.
Nei primi tre-quattro anni gli studiosi dell’Icram si sono concentrati sulla duna e sui movimenti mentre negli ultimi due hanno focalizzato le loro ricerche sulla spiaggia. In campo sono stati messi strumenti e tecnologie all’avanguardia, con Gps, laser scanner, correntometri che hanno permesso di studiare gli spostamenti della spiaggia, le correnti marine, il vento. Un contributo notevole lo ha fornito la cartografia a disposizione, così come le fotografie aeree, anche “storiche”, realizzate da subito dopo la Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Un lavoro che ha visto inoltre una forte sinergia tra esperti dell’Ispra e università sarde, Sassari e Cagliari, e quelle di Firenze e Padova.
«Adesso sulle dune non ci sono più aree di erosione», avevano detto gli esperti dell’Ispra ad aprile 2010, in occasione del convegno sulla presentazione dei risultati degli studi, e a questo hanno contribuito le barriere frangivento e le passerelle installate nel 2006. Si è favorito la nascita di una nuova duna alla base del vecchio sistema dunale. Le piante sono ricomparse e hanno stabilizzato la duna.
Adesso si va verso quegli interventi di ripristino che potrebbero riportare la spiaggia all’aspetto originario e favorire l’equilibrio e il sostentamento delle dune.

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Di fronte all’isola Piana e all’Asinara, nei pressi di Stintino, il paradiso della spiaggia della Pelosa domina il paesaggio con il candore del suo arenile e la trasparenza delle sue acque.
Ai piedi di Capo Falcone si estendono le spiagge di finissima sabbia bianca e dalle acque con sfumature cromatiche che vanno dal turchese all’azzurro. A nord sono delimitate dalla torre della Pelosa, imponente costruzione seicentesca che troneggia sul litorale.
Sulla zona si staglia anche l’antica torre saracena detta del Falcone, in roccia granitica, raggiungibile a piedi o con fuoristrada.
Piccola oasi naturale e paradiso mozzafiato, il paesaggio si presenta nelle parvenze di regno della natura, tra la spiaggia e le isole antistanti, come un mondo ricco e vario sopra e sotto il mare, dove è piacevole e distensivo passare ore di riposo, in mezzo al profumo della macchia mediterranea. I fondali ricchi di pesci trasformano le nuotate con maschera e boccaglio in curiose ed interessanti scoperte tra i bei colori del fondo marino.

Come arrivare alla spiaggia della Pelosa
Da Sassari, ci si immette sulla SS 131, in direzione Porto Torres; all’ingresso della cittadina si svolta a sinistra, e si prosegue in direzione Stintino. Prima di giungere al paese, prima della Torre Spagnola, sulla destra inizia una stradina asfaltata che porta alla Spiaggia delle Saline. Dopo 300 m dal ponte sullo stagno di Casaraccio, si trova un incrocio: si giri a sinistra e si imbocchi la circonvallazione, proseguendo sino all’incrocio con la strada che torna al paese, dove bisogna girare a sinistra e proseguire sino alle spiagge.
Da Stintino le spiagge si raggiungono anche con i servizi di navetta.

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