Attualità

0 614

La Regione Sardegna è uscita per protesta dal tavolo organizzato al Ministero delle politiche agricole a cui sedeva assieme ai rappresentanti di Lazio e Toscana per discutere sulle misure di aiuto al comparto.

“Nell’ultimo mese non si è vista nessuna azione concreta e forte a sostegno del settore da parte del ministero” – osserva l’assessore all’agricoltura Andrea Prato. “Abbiamo condiviso con il ministero – spiega Prato – le dinamiche e le azioni da svolgere ma visto l’incombere di una crisi pesante che mette a rischio la sopravvivenza di 70.000 aziende ci serve certezza sul numero delle risorse e quando saranno a disposizione. Ci preoccupa dover risolvere questo problema senza il sostegno governativo”. “Non capiamo neanche perché – aggiunge Prato – a sostegno della difesa del prezzo del latte vaccino siano giunti dal Governo quasi due miliardi di euro e nulla invece al comparto ovi-caprino”.

Fonte: L’Unione Sarda di mercoledì 29 settembre 2010

0 866

Si tratta di Piergiorgio Manca, 64 anni, di Cagliari. E’ legale nell’inchiesta sul riciclaggio.

ROMA L’avvocato penalista Piergiorgio Manca, 64 anni, nato a Cagliari, è stato gambizzato ieri sera poco dopo le 20: era appena uscito dal suo studio di via Ruggero Fauro, zona Parioli, a Roma. Due uomini a bordo di uno scooter hanno raggiunto il legale in strada e hanno sparato due colpi con una pistola all’altezza dell’inguine. Pare che fra i tre, prima dello sparo, ci sia stata una discussione e poi una collutazione. I due, col volto coperto dal casco, subito dopo sono fuggiti facendo perdere le tracce. L’avvocato Piergiorgio Manca è uno dei difensori di un commercialista, Marco Iannilli, coinvolto nell’inchiesta sul maxiriciclaggio da oltre due milioni di euro che nei mesi scorsi ha coinvolto i vertici di Fastweb e Telecom Sparkle, e ha come personaggio centrale Gennaro Mokbel. L’assistito dell’avvocato Manca, noto commercialista romano, era stato ascoltato dai magistrati della Procura di Roma, la scorsa estate, in merito ai rapporti tra Mokbel e i vertici delle due società telefoniche. E proprio ieri nell’inchiesta è emerso un nuovo filone: ci sarebbero presunte coperture, da parte degli investigatori, di cui avrebbero beneficiato i principali artefici del megaraggiro.

Piergiorgio Manca, che è iscritto all’albo degli avvocati di Roma dal 1973, è stato ferito all’altezza dell’inguine, poco sopra la coscia destra. È stato ricoverato al policlinico Umberto I e le sue condizioni non sarebbero gravi. I carabinieri hanno subito interrogato alcuni testimoni e hanno avviato già accertamenti tecnici in via Fauro alla ricerca di bossoli della pistola usata dai due aggressori. Appena sarà possibile ascolteranno anche l’avvocato ferito.

Fonte: L’unione Sarda di giovedì 30 settembre 2010

0 771

Allungava i periodi di congedo per malattia falsificando i certificati che le rilasciava il proprio medico. La Asl ha perciò licenziato un’infermiera dell’ospedale Giovanni Paolo II

Modificava i certificati medici aggiungendo degli zeri e in questo modo allungava a dismisura i periodi di congedo per la malattia. Una operatrice socio sanitaria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia è stata licenziata in tronco, l’accusa è quella di avere truffato la Asl n.2. Se il medico le assegnava un giorno di cure, nel documento falsificato diventavano dieci. Per la donna ora c’è anche un’inchiesta della Procura della Repubblica di Tempio. A quanto pare la dipendente dell’azienda sanitaria olbiese negli ultimi anni si è vista ben poco in reparto, grazie al trucco dello zero è rimasta a lungo a casa. La Asl gallurese si sta occupando di altri casi di assenteismo, un tecnico è stato licenziato perché accusato di avere disertato per mesi il posto di lavoro. Una persona di sua fiducia provvedeva a utilizzare in perfetto orario il tesserino magnetico per la rilevazione delle presenze. Sono in corso diversi procedimenti disciplinari per altri dipendenti infedeli.

Fonte: L’Unione Sarda di mercoledì 29 settembre 2010

0 696

Un pomeriggio fatale per il pescatore molto conosciuto nella cittadina. Campus ieri era tornato lungo il fiume per fare alcuni lavori sulla barca.

Era uscito di casa ieri pomeriggio, subito dopo pranzo per fare alcuni lavori sulla sua barca: ma, forse per un malore, mentre percorreva la banchina ha perso l’equilibrio ed è caduto in acqua, annegando. Angelo Campus, aveva 53 anni, faceva il pescatore, era invalido e sofferente per una grave patologia.

LA DISGRAZIA Poco prima delle quindici, alcuni passanti che transitavano sul lungo Temo hanno visto il suo corpo galleggiare ed hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti gli uomini della caserma di Bosa, i vigili urbani, la polizia, la capitaneria di porto ed i volontari del soccorso della Croce Rossa: compiuta la pietosa opera del recupero, sentito il magistrato, il corpo di Angelo Campus è stato trasportato nella camera mortuaria del cimitero dove il responsabile sanitario ha compiuto una perizia, accertando le cause della morte: asfissia da annegamento.

I TESTIMONI Angelo Campus nella mattinata di ieri aveva venduto a Bosa del pesce appena pescato; e alcuni testimoni raccontano di averlo visto tentare con difficoltà di salire a bordo della sua barchetta, il piccolo legno che gli serviva per la sua attività. Poi è andato a casa, ha pranzato e subito dopo è uscito, portando con sé alcune tavolette di vetroresina in una busta di nylon ed un secchio con dentro degli arnesi. È sceso sulla banchina fluviale avviandosi al punto dov’era ormeggiata la barca. Poi il dramma: un malore, una perdita d’equilibrio o forse solo l’orologio della sua vita giunto all’ora fatidica. È cascato nel Temo ed è annegato, rimanendo a galleggiare nell’acqua, vicino alla sua barca: vicino il secchio andato a fondo. Un immagine di desolazione in una tragedia del fiume. Il Temo, da sempre vita e morte per la sua città.

Fonte: L’Unione Sarda di mercoledì 29 settembre 2010, Antonio Naitana

0 698

Dietro una banale puntura si possono nascondere insidie più preoccupanti: malattie tropicali che, secondo gli esperti, potrebbero minacciare la salute. Il Centro antinsetti: situazione sotto controllo.

Pungenti e fastidiose, sono il tormento dei cagliaritani, loro nemici dichiarati arrivati a rimpiangere la Culex pipiens molestus di altri tempi. L’ultima arrivata, l’ Aedes albopictus , è una zanzara-tigre molto più odiata, aggressiva e in azione dall’alba al tramonto. Ormai la sua presenza, non solo a Cagliari ma anche nell’hinterland è così diffusa da creare grossissimi disagi agli abitanti, bersaglio di punture particolarmente pruriginose, oltre che scippati dei loro spazi verdi.

ALLARME-VIRUS Ma non è solo questo: dietro una banale puntura si possono nascondere insidie più preoccupanti. Tanto che l’entomologo Carlo Contini mette in guardia sui pericoli per l’uomo: «L’Aedes albopictus è un ottimo vettore di patogeni e virus, come la febbre del Nilo occidentale, il dengue e il chikungunya. Bisogna stare all’erta perché ormai queste patologie sono arrivate in Italia e nella vicina Corsica e prima o poi arriveranno anche qui. Sono una ventina i virus che possono essere trasmessi dalla zanzara tigre, ma questi che ho citato sono i più pericolosi e talvolta mortali». A far clamore, nell’estate del 2007, furono i 200 casi dell’Emilia Romagna, dove l’epidemia di chikungunya era stata importata da un immigrato indiano (portatore sano) che aveva contratto la malattia nel suo paese natale. «Per prevenire queste pericolose situazioni – spiega Contini, che con le zanzare vanta un lungo rapporto professionale, prima al Centro antinsetti e ora con l’istituto di parassitologia di Medicina – è necessario elaborare e attuare a livello regionale, con la collaborazione di tutte le istituzioni, un programma di lotta che riduca la densità della popolazione delle zanzare, sotto un livello critico. Finora sono caduti nel vuoto tutti gli appelli – ricorda Contini – per la costituzione di un organismo permanente di sorveglianza capace di controllare la densità delle popolazioni della zanzara e di intervenire il più rapidamente possibile ovunque venissero segnalati casi di infestazioni».

COMPARSA È già da qualche anno che Cagliari si ritrova a fare i conti con le aggressive Aedes albopictus, sbarcate in Italia dal sudest asiatico con l’importazione di pneumatici. La cronistoria è riassunta sull’ultimo articolo dell’entomologo pubblicato su “Parassitologia”: il 20 settembre 2006 il primo esemplare di zanzara tigre viene catturato nell’ufficio di una ditta in via Valsugana; 4 giorni dopo 4 adulte femmina vengono intrappolate all’Orto botanico. Da lì ulteriori segnalazioni, nel giardino di una villa di Teulada e ad Iglesias, dove una donna fu costretta al ricovero.

MONITORAGGIO Va da sé che il potenziamento della sorveglianza è obiettivo anche delle istituzioni. «Benvengano iniziative di questo tipo – dice il dirigente del Centro provinciale antinsetti Alessandro Sanna – al di là di tutto le campagne di prevenzione si sono mostrate efficaci visto che la zanzara tigre ci ha messo 20 anni per arrivare da noi, anche se sta pian piano colonizzando il territorio. I nostri disinfestatori svolgono un monitoraggio visitando le 20 postazioni esistenti in città, allo stadio, a Terramaini, a San Michele o al Brotzu, prelevando le trappole in cui le zanzare depongono le uova. Siamo sempre in contatto col ministero della Sanità che ci informa su casi di pericoli per l’uomo».

Fonte: L’Unione Sarda di mercoledì 29 settembre 2010, Carla Raggio

0 740

Un nigeriano di 27 anni, con passaporto spagnolo, Friday Benjamin Brown, è stato arrestato dai Carabinieri dopo un inseguimento sulla “Carlo Felice”. L’uomo aveva ingerito 12 ovuli contenenti circa 250 grammi di eroina purissima, che sono stati trovati nel suo stomaco.

L’arresto è avvenuto dopo che ieri verso le 17, un’auto civetta della Compagnia di Cagliari, sulla Ss 131 all’altezza di Oristano veniva sorpassata da una Golf, con quattro persone a bordo, che viaggiava verso Cagliari ad alta velocità. I militari, insospettiti, hanno inseguito l’auto che prima ha deviato verso Sant’Anna di Arborea e poi nel tentativo di seminare l’auto dei carabineri, è finita contro un muro di recinzione. I quattro uomini, tutti extracomunitari, hanno tentato di fuggire a piedi nei campi, ma sono stati bloccati poco dopo dai militari e portati in caserma, dove Brown ha accusato forti dolori allo stomaco. Portato all’ospedale per accertamenti, dalla radiografia è emersa la presenza della droga nello stomaco. Per lui sono così scattate le manette per traffico di sostanze stupefacenti, mentre il conducente dell’auto, un cittadino di 33 anni della Costa d’Avorio, è stato denunciato per guida senza patente.
Fonte: L’Unione Sarda di lunedì 27 settembre 2010

NEWS

A Pozzo San Nicola la festa del patrono

0 4534
Tre giornate, dal 21 al 23 settembre, con la sagra della pecora, il concerto dei Tazenda e la processione del simulacro del santo per...

EVENTI